Il titolo dice già tutto, o quasi: “Easy Rider – il mito della motocicletta come arte. Si presenta così la bella Mostra allestita da qualche mese presso la Citroniera delle Scuderie Juvarriane, alla Reggia di Venaria Reale, Torino. E non poteva essere diversamente. Easy Rider, film che sancì un vero mito di settore, celebra a cavallo di questo biennio i cinquant’anni esatti dalla produzione. Girato “on the road” nel 1968 con un budget di appena 400mila dollari da Dennis Hopper, Peter Fonda e Jack Nicholson, uscì nelle sale USA il 14 luglio 1969. Dove incassò 20 milioni. Mitico forse anche per questo. Ma la Mostra di cui parliamo, che durerà fino al 24 febbraio (www.lavenaria.it, biglietto intero 14 €) va oltre il semplice tributo agiografico o lo stereotipo di genere.

I TRE CURATORI, Luca Beatrice, Stefano Fassone e Arnaldo Colasanti, hanno concepito un percorso in nove sezioni all’interno del corpo centrale delle Scuderie. Percorso non cronologico, come in genere nelle collezioni di moto, ma concepito per sinapsi motociclistiche potenzialmente “liberatorie” estratte dal vissuto tradizionale, “mitico”, di ogni motociclista. Si giustappongono così, tra meccanica e gesti d’arte, sezioni come “Mal d’Africa”, “Giappone e tecnologia”, “Velocità”, “Sì, viaggiare”. Tanti i modelli e ancor più le opere; dipinti, sculture, foto, istallazioni. “Una mostra pensata per tutti, appassionati e non – dice Stefano Fassone – un’occasione unica per immergersi nel mondo delle due ruote dove le motociclette raccontano se stesse, i propri piloti e proprietari”.

ALL'INGRESSO, sotto il piglio marmoreo di Vittorio Amedeo II di Savoia, colpisce la bronzea silhouette di “Veio” by Vangi, su Triumph Tiger: inquietudine del mondo attuale, ma anche, forse, sfida alle sue troppe ipocrisie. La sezione “Stile, Forma e Design italiano” ci riporta più a noi. Apre la Guzzi GTV 500 del ’37 appartenuta ad Antonio Ligabue, accompagnata dal celebre “Autoritratto con Moto”, originale, dell’Artista in sella. S’ammirano poi la F4 Serie Oro del ’98 e la Ducati 916 omaggio all’estro creativo di Massimo Tamburini, la Bimota Tesi, La rarissima Gilera Saturno “Piuma”, l’indimenticata Morini 3 ½, la V7 del ’69, la Vespa faro basso del ’53 icona di “Vacanze Romane”, con Gregory Peck e Audrey Hepburn.

UN TRAMEZZO SEPARA UN ALTRO MONDO, sormontato dall’istallazione di Mario Mertz “Accelerazione=sogno”, in neon, motocicletta e corna bufaline. Qui le pareti traboccano di famosi manga e la “giapponesità” è rappresentata dai quattro modelli scelti come più simbolici delle quattro grandi Case: Honda 750 Four del ‘72, Kawasaki 2T Mach III, Suzuki GSX e la Yamaha FZ 750 performer del record mondiale endurance ‘86. Nella sezione “Mal d’Africa” respiriamo invece l’aria sabbiosa dei deserti che stregarono Thierre Sabine.

GIGANTEGGIANO I PRINCIPALI MODELLI STORICI DELLA DAKAR, dalla replica R80 G/S di Gaston Rahier alla Cagiva Elefant motorizzata Ducati, dall’Africa Twin ’91 di Boano alla commovente Gilera 600 RC. Tutti supportati da opere evocative come la voluminosa “Sulle Vie del Sahara”, dell’artista egiziano Medhat Shafik, o “Miraggio” di Mario Schiffani (olio e sabbia su tela). Vanta poi cimeli al top la sezione “Velocità”: MV Agusta 3 cilidri GP ’67 di Giacomo Agostini, la coloratissima M1 della vittoria di Valentino Rossi ad Assen nel 2007 (quasi anch’essa un’opera pop), la Ducati Desmosedici iridata col numero 27 di Casey Stoner, l’Aprilia 250 AF1 di Max Biaggi e Pierfrancesco Chili. Ancor più storica è la Gilera GP del ’52 sullo sfondo di uno schermo che sfarfalla a ciclo continuo soggettive di paraboliche con sovrimpresse frasi-aforisma di piloti e campioni.

ALTRE SEZIONI SONO DEDICATE AL VIAGGIO inteso come libertà, al mito americano delle lunghe highway percorse in Harley – qui siamo già più vicini al tema Easy Rider - e alle cafè racer inglesi. Senza dimenticare “Terra, fango e Libertà”, dove si ammirano pezzi comunque interessanti, quali il Montesa Cota 247 mk4 ed il Guzzi Mirimin. Campeggia anche a tutta parete l’inaudita opera “Arc Light” di Aaron Young (olio, gomma e acrilico su alluminio), realizzata non a pennello, ma sgommandoci sopra con le moto! Tutto si conclude alla sezione “Cinema”, con un video assemblato di tanti spezzoni motociclistici tratti da film celebri.

ED ECCO SPOSTE LE REPLICHE PIU' ICONICHE: la Brough Superior di Lawrence d’Arabia, la Bonneville di Steve McQueen nel mitico salto de “La Grande Fuga”, la Thunderbird del “selvaggio” Marlon Brando, la leggendaria Hydra Glide Chopper di Easy Rider. Un mondo intero di narrazioni e passione. All’uscita, l’angolo selfie curato da Honda Italia, “art-supporter” dell’evento, e l’immancabile bookshop fornitissimo di pubblicazioni e oggettistica. Compreso il catalogo della Mostra (192 pagine, € 32,00) con riflessioni, memorie, spunti, aneddoti e due belle interviste a Giacomo Agostini e Valentino Rossi.