Tra le colline moreniche nell’entroterra veronese, a sud del Lago di Garda, si nasconde un piccolo pezzo di storia d’Italia. O meglio di storia del Risorgimento, che si staglia imponente con i suoi 40 metri di altezza, sul monte Belvedere alto ben 172 metri. E’ l’Ossario di Custoza, costruito nel 1879 per raccogliere i resti dei caduti nella Prima e nella Terza Guerra d'indipendenza e opera dell’architetto veronese Giacomo Franco; si tratta di un monumento unico nel suo genere – oggetto negli ultimi anni di un accurato lavoro di valorizzazione – per la particolare disposizione che è stata data ai crani e alle ossa esposte, a “contatto diretto” con i visitatori e quindi in grado di produrre un forte impatto emotivo. Di pianta ottagonale, presenta quattro lati grandi con gradinata e pronao e quattro lati chiusi; alla base si trova la cripta con sacrario, mentre nella parte superiore un prezioso e piccolo museo espone alcuni reperti risalenti alle due battaglie. Dalla punta dell’obelisco si gode di un panorama spettacolare sul paesaggio circostante, mentre nel basamento si trovano migliaia di ossa – accatastate in enormi pile – che fungono da muti testimoni dell´epoca delle feroci battaglie.

Dallo scorso mede di maggio, i visitatori possono godere di una riorganizzazione degli spazi storici, in cui sono esposte le collezioni di proprietà dell’Ossario, e di un nuovo dispositivo per la divulgazione della storia delle battaglie e del monumento, ospitato nell’adiacente annesso, un tempo abitazione del custode del complesso. Un’occasione in più, insomma, per raggiungere questo tratto del Veneto, famoso soprattutto per l’omonimo vino che vi si produce: il bianco di Custoza, insignito della DOC nel 1971, è leggero e fresco, a volte leggermente frizzante, da bere giovane e freddo, e viene prodotto da vitigni principalmente di Trebbiano e Garganega, coltivati sulle dolci pendici dei colli della zona. In molte ricette servite in tavola, invece, è facile trovare il delizioso broccoletto locale dalla foglia grande e carnosa: una materia prima di altissima qualità che per tanti anni ha rappresentato uno degli ingredienti principali della cucina contadina nei lunghi mesi invernali.

A cura di www.fuoriporta.org