Una Sicilia che non ti aspetti, proprio a ridosso di alcuni dei luoghi che hanno reso celebre questa terra nel mondo. Un itinerario che prende avvio dalla provincia di Trapani, per andare alla scoperta dell’entroterra agrigentino, fino a raggiungere la costa, con la celebre Scala dei Turchi. Un angolo di Trinacria immeritatamente poco noto dal punto di vista del piacere motociclistico.

DA SELINUNTE A CHIUSA SCLAFANI: 80 KM CIRCA - Questo giro è l’ideale se ci si trova a soggiornare nel trapanese e, ancora meglio, se si fa base nella splendida località turistica di Marinella di Selinunte: mare incredibile e il fascino dell’acropoli. Da qui, Partanna, vero e proprio punto d’inizio dell’itinerario che ti sto per descrivere, è facilmente raggiungibile (anche attraverso l’autostrada gratuita A29). Raggiuntone il centro abitato, dovrai seguire le indicazioni in direzione Montevago. Questo primo tratto si raggomitola attraverso un misto stretto, a tratti particolarmente piacevole (benché la strada non invogli a forzare esageratamente il ritmo), caratterizzato da panorami insolitamente verdi, anche durante la torrida estate siciliana.

Giunto a Montevago, prosegui spedito in direzione Santa Margherita di Belice. Siamo lungo uno dei percorsi del vino dell’Isola (come dimostra la vicina Salaparuta, nota per alcuni vigneti piuttosto rinomati). Da Santa Margherita Belice segui, prima le indicazioni per Sciacca, dopodiché, non appena le incontri, quelle per Sambuca di Sicilia - Lago Arancio.

Ora ti trovi sulla SS188. Davvero piacevole da percorrere (soprattutto con la luce del mattino), il tratto che raggiunge Sambuca costeggiando il lago: paesaggi verdeggianti e vigneti (lungo la strada, sono numerose le cantine e i “Feudi” del vino). Il lago, un ampio bacino artificiale, offre scorci bucolici cui ti consiglio di dedicare un po’ di tempo. Da Sambuca di Sicilia prosegui per Chiusa Sclafani... l’itinerario cambia ritmo, divenendo particolarmente coinvolgente, sia per il paesaggio (che ti avvolgerà, suggestivo, con atmosfere da “Magna Grecia”), che per il nastro d’asfalto piacevolmente ondulato.

DA CHIUSA SCLAFANI AD AGRIGENTO: 120 KM CIRCA - Entrando a Chiusa Sclafani, prenditi qualche attimo per esplorarne il caratteristico centro, che ti sorprenderà con chiese e costruzioni d’epoca di particolare bellezza, e persino una fontana, con annessa vasca abbeveratoio, dove vedrai nuotare enormi pesci (carpe e carassi). A proposito, l’acqua è freschissima, l’ideale se stai patendo il caldo. Prima di lasciare Chiusa Sclafani ti consiglio una sosta al forno “Pane Pizza e fantasia”. Siediti ad uno dei tavolini all’esterno e affonda i denti in una focaccia ripiena, cipolla e sarde.

Si torna in sella. Un bel tratto di strada panoramico e ti si aprirà, suggestiva davanti agl’occhi, la piazza di Palazzo Adriano, celebre set del film (vincitore dell’oscar ) “Nuovo cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore. Suggestioni da macchina del tempo. La tradizione, inoltre, vuole che il politico Francesco Crispi sia nato in una carrozza proprio nel territorio di Palazzo Adriano, dove poi ha trascorso la sua infanzia. Dopo averne attraversato i vicoli e la piazza, lascia Palazzo Adriano e prosegui l’itinerario in direzione Prizzi.

Anche questo tratto di SS188 è moto piacevole da guidare, con belle curve, e panorami che non mancano di suggestioni, chilometro dopo chilometro. Continua verso Prizzi (nome che risulterà subito familiare ai fan della saga de Il Padrino) e da qui, dopo una veloce deviazione al lago (dagli splendidi scorci meditativi) svolta in direzione Agrigento sulla SS118, seguendo prima le indicazioni per Lercara Friddi e poi, sulla destra, quelle per Santo Stefano Quisquina, non appena avrai raggiunto lo svincolo.

Molto intrigante, per panorami e piacere di guida, il tratto di strada tra Prizzi e Santo Stefano Quisquina. Ma il divertimento vero deve ancora arrivare. Giunto all’altezza di Bivona, la SS118, in direzione di Alessandria Della Rocca, diventa a dir poco esaltante, con curvoni veloci, uno dietro l’altro, dove sperimentare angoli di piega iperbolici, che mettono a dura prova le spalle degli pneumatici. Danger: il tasso di adrenalina, lungo questo tratto, potrebbe salire pericolosamente oltre i livelli di guardia.

Si prosegue così fino a Cianciana, dove la SS118 cambia nuovamente volto, catapultandoti in un ambiente sospeso tra presente e passato, fatto di valli dorate, puntellate qua e là di verde, e attraversate da bucolici corsi d’acqua. Paesaggi pittoreschi e remoti in cui godersi tutto il piacere di guida regalato da un nastro d’asfalto curvoso (da pieno “misto stretto”), che si infila in suggestive gole. Insomma, il tratto di SS118, da Prizzi a Raffadali (appena prima), è tra quelli motociclisticamente più belli e appaganti di tutta la Sicilia occidentale. Da Raffadali si raggiunge in breve Agrigento, con la sua Valle dei Templi famosa in tutto il mondo.

Da Agrigento, dopo aver dedicato il giusto tempo ad uno dei parchi archeologici più affascinanti dell’orbe terraqueo, torna in moto e prosegui in direzione Trapani sulla SS115. Un tratto di strada un po’ noioso, che però, andando verso Porto Empedocle, e poi girando per Hotel Madison, ti porterà alla famosa Scala dei Turchi. Un incanto per gli occhi e... un meraviglioso bagno tra le acque turchesi da non mancare.

DA NON PERDERE

# Una passeggiata sulla piazza di Palazzo Adriano, e attraverso i suoi vicoli, alla scoperta delle location che hanno reso indimenticabili le atmosfere del film “Nuovo Cinema Paradiso”.
# Marinella, con i templi e l’acropoli di Selinunte. Molto diversa dalla valle dei templi di Agrigento. In un certo senso, la visita risulta più intensa, soprattutto se si sceglie l’orario giusto: il tardo pomeriggio, sul far del tramonto, è un momento magico. Piacevole anche il borgo marinaro di Marinella, che la sera si anima tra localini e botteghe artigiane.
# La valle dei templi di Agrigento, per ricchezza e vastità, è semplicemente uno dei siti archeologici più noti e suggestivi al mondo. Un tuffo nel passato glorioso di queste terre, culla di arti raffinatissime e civiltà.
# La Scala dei Turchi, a Realmonte, nei pressi di Porto Empedocle,è una strabilinate falesia di marna bianchissima, circondata da un mare cristallino dalle mille sfumature, tra il verde e l’azzurro. Consigliato il costume
# Un’arrampicata nel centro storico di Chiusa Sclafani, paesino sviluppato in altezza di origine medievale dell’alto Belice corleonese. Tante, e pregevoli, le splendide chiese barocche. Alcune, non restaurate, trasmettono un incredibile fascino decadente. Il consiglio è di varcarne la soglia e lasciarsi rapire dall’inattesa ricchezza dei tesori d’arte custoditi al loro interno.
# Il lago di Prizzi, nei pressi dell’omonima cittadina, offre paesaggi d’incredibile bellezza. Il colore dell’acqua, che muta durante le ore del giorno dal verde all’azzurro intenso, in base al tipo di luce, esalta l’ambiente circostante, fatto di sterminate colline, coltivate per lo più a grano, che degradano verso l’orizzonte. La vista dall’alto, verso Prizzi, consente di assaporare un’inconsueta sensazione di placida e desolata immensità.

(Foto di Diego D'Andrea)