Il nome è quello della severa pista di collaudo dalla quale passano tutte le moto di Hamamatsu durante la loro fase di sviluppo. Un nome importante per Suzuki, che poteva essere dato soltanto ad un modello altrettanto importante.

LA SUZUKI GSX R 1000 R RYUYO è la più sofisticata moto da competizione prodotta di serie dalla Casa, che con questo modello mette a listino una sportiva premium, dedicata alla sola pista e indirizzata ad un pubblico di piloti e amatori in cerca di un prodotto pronto gara. La base di partenza è una “normale” GSX-R 1000 R. I dati dichiarati sono piuttosto interessanti: 212 CV, 125 Nm e 168 Kg. Pensata e sviluppata da Suzuki Italia, è stata ritagliata su gusti e tendenze del pubblico racing italiano, basandosi sui brand maggiormente in voga nei paddock nostrani.

L’ELENCO DEI COMPONENTI SPECIALI, dedicati soprattutto a ciclistica e accessori, è di quelli da leccarsi i baffi: Il reparto sospensioni è affidato ad ?hlins, mentre centralina, scarico e tutti i cablaggi sono marchiati Yoshimura. Elitari anche i pneumatici slick marchiati Dunlop, con un KR108 posteriore e l’inedito KR 109 anteriore, modello finora fornito ai soli team. Brembo “monopolizza” i freni, in particolare la pompa anteriore è la sofisticata RCS corsa corta, oltre ai tubi in treccia (non presenti sulla Gixxer base). Extreme components si è occupata di carena e aibox in fibra di carbonio, del cupolino rialzato e di un notevole numero di altri particolari, come gli interessanti dissipatori di calore per le pinze anteriori o le bellissime, oltre che ultra-professionali, pedane GP EVO in ergal ricavate dal pieno. Da menzionare poi la piastra superiore in alluminio (anche questa ricavata dal pieno) marchiata Bonamici Racing.

IL PREZZO DI LANCIO, dedicato ai primi 20 clienti che la ordineranno su internet, a partire dal 10 Novembre, è di 29.990 € e comprende anche il setting personalizzato delle sospensioni.

LA PROVA - Qualche trafficato, ma comunque gustoso, turno in pista sul circuito di Misano, ci ha permesso di apprezzare a pieno le notevoli doti della Ryuyo. Le sensazioni sono quelle forti e dirette che solo una racer sa trasmettere, con un posteriore molto più alto del modello base, che fa sembrare più bassi i semi-manubri. La moto è agilissima nella prima parte di discesa in piega, poi il nuovo slick Dunlop anteriore costringe ad un maggiore sforzo per arrivare al massimo angolo di piega, ma in compenso regala un appoggio a terra che invoglia a forzare sempre più ogni ingresso e percorrenza di curva. La differenza più grande col modello base sta tutta qui, preceduta da una fase di staccata (non esiste ABS) in cui la moto mantiene precisione e controllo elevati.

CORPOSISSIMA L’EROGAZIONE ‘spalmata’ in maniera molto regolare su un ampio range di giri, regalando grande spinta già dai medi regimi. Nelle accelerazioni, l’elettronica Yoshimura è decisamente orientata al racing, lo shifter è rapidissimo e secco negli interventi, mentre il traction attende più del normale per intervenire.

IL BELLO DELLA RYUYO è la capacità di farsi apprezzare pienamente, anche da chi non è un pilota, gratificando appieno l’amatore evoluto in cerca una moto dedicata alla pista.

Per leggere la prova completa di questa affilata mangiacordoli non perdetevi il prossimo numero di InMoto in edicola.