La Triumph Speed Triple è in circolazione fin dal 1994, anno della sua presentazione. Una maxi naked potente spinta già nella sua prima versione da un tre cilindri muscoloso. Per il 2018 si presenta in due versioni, la S e la più esclusiva RS oggetto di questo test (che si è svolto sulle strade intorno ad Almeria e sull’omonima pista), rinnovate profondamente: 7% in più di potenza massima (150 CV), 4% in più di coppia (117 Nm). La stiamo mettendo alla frusta sulle belle strade spagnole nei dintorni di Almeria e tra i cordoli dell’omonima pista. Ecco le prime impressioni in sella dal nostro tester.

LUNGA LA LISTA DELLE NOVITÀ DEL PROPULSORE: nuovo ingranaggio dell’albero motore più leggero, camicie dei cilindri in alluminio rivestito in Nikasil, motorino di avviamento più piccolo e batteria e alternatore più leggeri. Nuovi anche i pistoni e la testata con condotti di scarico riprofilati. Cresce il rapporto di compressione e l’inedita coppa dell’olio ha permesso di ridurre la quantità di lubrificante. La casa dichiara un allungo ancora maggiore prima dell’intervento del limitatore, ben 1000 giri in più! Inedito anche l’impianto di scarico. Sostanzialmente invariato il telaio a doppio trave e il monobraccio, sofisticate le sospensioni: sulla RS figurano una raffinata forcella Öhlins NIX30 da 43 mm e un monoammortizzatore Öhlins TTX36 completamente regolabili.

LA COMPONENTISTICA È AL TOP: la strumentazione è imperniata in un pannello TFT da 5” (dotato di più layout grafici) che permette tra le altre di visualizzare il riding mode impostato tra i 5 disponibili: Road, Rain, Sport, Rider e Track. Quest’ultimo è disponibile per la sola versione RS, dotata inoltre di piattaforma inerziale IMU che ottimizza il funzionamento del traction control e dell’ABS (cornering).

INSOMMA, TANTA ROBA! Le aspettative erano alte. Aspettative che alla prova dei fatti non sono state tradite, la Speed Triple RS è una nuda dalla spiccata personalità, divertente come poche altre moto, efficace tra le curve. Specie se guidata con decisione. Protagonista indiscusso è il suo propulsore caratterizzato da una coppia ai medi esagerata che fa il paio con un allungo degno di un quattro cilindri.