A tre anni dalla nascita, la Yamaha R1M - esclusiva versione “premium” della superbike di Iwata - si aggiorna affinando alcuni componenti chiave. Inziamo col dire che la tendenza a creare moto sportive sempre più specialistiche non è smentita dall’ultima arrivata, che punta decisamente verso l’attività in pista e il racing. E in effetti, non è un caso che se ne vedano molte sulle griglie di partenza dei campionati nazionali. Per farcela provare, Yamaha ci ha portati su un circuito di cui siamo innamorati: la pista di Portimao. Un moderno tracciato con notevoli variazioni altimetriche, che lo rendono unico, difficile da interpretare, faticoso ma anche super divertente. Di seguito, le prime impressioni in sella.

QUASI COME AVERE IL MECCANICO AI BOX - Esternamente la nuova R1M non cambi, ma presenta aggiornamenti hardware e software che la portano ad uno step più alto. Punta di diamante, sono le sospensioni semiattive Ohlins ERS con sistema di controllo SEC in versione 2.0, con tutta la parte idraulica più efficace e un software in grado di reagire con maggiore rapidità. Ci sono piloti più fortunati con un meccanico in pit-lane a cui far riferimento per le sospensioni? Bene, ora con la nuova interfaccia OBTI di gestione delle sospensioni sarà come parlare col proprio tecnico delle sospensioni. Sviluppata da Yamaha, offre 5 parametri da settare con una logica molto intelligente, che apre a un nuovo modo di impostare l’elettronica.