Questa è la storia di quando da una buona idea si ottiene un risultato al di sopra delle aspettative. Pirelli da sempre si fregia, a ragione, del motto “We sell what we race, we race what we sell”,  tradotto significa che il racing è strettamente legato alla produzione, le corse servono per sviluppare tecnologie e prodotti che una volta approvate dai piloti e dai collaudatori vengono poi industrializzati e messi a disposizione dei normali clienti ed in effetti dal gommista sotto casa è possibile acquistare i Pirelli Diablo Superbike e Supercorsa con le stesse specifiche utilizzate appena l'anno prima nelle gare del mondiale. Questa volta però è successo il contrario, cioè un prodotto nato e pensato per i clienti “comuni” si è rivelato talmente performante che è stato scelto anche dai campioni per vincere le gare. 

LE SCELTE POSSIBILI - Procediamo con ordine: Pirelli tradizionalmente fornisce le slick in due specifiche anteriori, la SC1 e la SC2, e tre posteriori SC0, SC1, SC2. A grandi linee si può dire che al posteriore il numero più basso identifica la mescola con più aderenza, ma il range di utilizzo di ogni singola mescola è definito principalmente dalle condizioni ambientali. Una SC0 col freddo si strappa in pochi giri, al contrario una SC2 col caldo accusa un rapido deterioramento per eccessivo scivolamento. In Superbike si usano in pratica solo SC1 (quando le temperature non sono troppo elevate), ma appena è possibile si passa alla SC0 alla ricerca del maggior grip. Esiste poi un pneumatico da Superpole2 che esula da questo discorso. 

ANTERIORE “DIVERSA” - All'anteriore le cose stanno in maniera un po' diversa, la scelta del pneumatico non è affidata esclusivamente al grip offerto ed alle temperature ambientali, ma sopratutto al feeling, non è raro infatti che un pilota insista sempre sulla stessa scelta anche con condizioni ambientali diverse solo perché con quella “si sente meglio” e riesce ad andare più forte. Fatte queste premesse c'è da dire che negli ultimi anni in Pirelli hanno iniziato a pensare ad un pneumatico che pur con spiccate caratteristiche racing, fosse più orientato al cliente, una soluzione capace di adattarsi a temperature anche molto diverse in modo da non obbligare l'amante della pista a dover scegliere la copertura con un occhio al termomanometro ed uno al portafoglio, sempre attanagliato dal dilemma: “spendo e monto una mescola più adatta, oppure tengo quella che ho già comprato col rischio che si usuri troppo in fretta?”. Certo una mescola capace di andare bene col caldo e col freddo magari impone qualche rinuncia in termini di tempo sul giro, ma regala una stabilità di risposta che permette di affrontare un track day senza problemi e magari si rivela ancora buona per la giornata successiva. È questa la pensata che ha portato alla genesi del nuovo posteriore SC3: qualche rinuncia a livello di grip, ma nemmeno più di tanto visto nelle gare endurance è una scelta non disprezzata, e ottima resa chilometrica in tutte le condizioni. 

IL RISULTATO? SORPRENDENTE - Ma la sorpresa è stato il risultato ottenuto con l'anteriore, in questo caso si cercava una mescola con una migliore resa chilometrica, ma anche capace di reggere gli stili di guida ben diversi di chi in pista va forte e di chi, magari alle prime armi, non riesce a sfruttare le potenzialità di una mescola da gara. Il concetto ci è stato ben spiegato da Alex Gramigni che ci ha ospitato all'interno della sua Old School Racing per darci la possibilità di testare queste coperture. Gramigni è consulente Pirelli ed ha partecipato allo sviluppo di questo pneumatico, nel corso della giornata in pista ci ha spiegato che i tecnici della “P lunga” lavorando su piccoli dettagli di carcassa e sulla mescola, sono arrivati ad un un profilo di tipo SC1 che garantisce tanto feeling, con un sostegno da SC2 per chi vuole comunque frenare forte e avere tanto appoggio in percorrenza. Il risultato è stato assolutamente al di sopra delle aspettative, un pneumatico in ottica amatori si è rivelato talmente performante che, vincendo le titubanze dei piloti professionisti, è diventato una fornitura standard nel mondiale Superbike. E con le SC3 le gare si vincono eccome chiedere a Chaz Davies per conferma! 

PER TUTTI - Abbiamo detto insomma che le nuove mescole SC3 sono “per tutti” e per tutte le condizioni, anche se a costo di un pochino meno di grip, ma questa rinuncia è tale da inficiare le prestazioni di un amante dei track days e dei pareggiamenti? Beh possiamo dire questo, noi poveri lavoratori del manubrio abbiamo trovato una stabilità in frenata eccezionale, un grip ottimo sopratutto all'anteriore, nessun problema di oscillazioni in velocità o in fase di riapertura ed una resa chilometrica che veramente ha rispecchiato le aspettative. In quanto a prestazioni pure possiamo dirvi che un tale Lorenzo Alfonsi, con una Yamaha R1 M di serie, tolte le frecce e gli specchi e con un treno di SC3 con due giornate di pista già a referto, si è tolto la soddisfazione di girare al Mugello i 1'57”, alla faccia della gomma da amatore!  

Di seguito la gamma Diablo Superbike, la dicitura NHS identifica i pneumatici non omologati per utilizzo stradale (Not for Highway Service). Per tutte Pirelli suggerisce l'utilizzo di termocoperte e pressioni di gonfiaggio da controllare a caldo 1,7 bar al posteriore 2,3 all'anteriore.
ANTERIORE
17"
120/70 R 17 NHS TL - SCX
120/70 R 17 NHS TL - SC3
120/70 R 17 NHS TL - SC1
120/70 R 17 NHS TL - SC2
100/70 R 17 NHS TL - SCX
100/70 R 17 NHS TL - SC1
POSTERIORE
17"
200/60 R 17 NHS TL - SC1
200/60 R 17 NHS TL - SC3
200/60 R 17 NHS TL - SC2
200/60 R 17 NHS TL - SC0
190/55 R 17 NHS TL - SC2
180/55 R 17 NHS TL - SC2
180/60 R 17 NHS TL - SC2
180/60 R 17 NHS TL - SC0
180/60 R 17 NHS TL - SC1
180/60 R 17 NHS TL - SC3
160/60 R 17 NHS TL - SC2
125/70 R 17 NHS TL - SCX
120/70 R 17 NHS TL - SC2
120/70 R 17 NHS TL - SC1
120/70 R 17 NHS TL - SC0

 

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