Questa Special su base Norton Commando - classe 1970 - non teme l’età. Infatti, con le sue forme snelle e sinuose è in grado di affascinare anche i centauri più giovani. Varcati i cancelli della fabbrica inglese come Commando 750 Roadster, si è trovata presto in Italia, nelle vetrine di un noto concessionario lombardo. Ha trovato casa in Veneto, poi in Friuli. Dopo una rovinosa caduta sarà venduta in Slovenia, ad un pilota di Sidecar-Cross. Di lì a poco di lei rimane solo il telaio, che viene rinforzato, e il motore, a sua volta debitamente potenziato.

INIZIA COSÌ UN DURO PERIODO DI GARE, cadute, piazzamenti e rotture. Così conciata torna in Italia anni dopo, acquistata da un (altro) neo pilota di Sidecar Cross. Le cose vanno avanti fino al 1980, poi il proprietario si trasferisce in un paesino di montagna e la moto viene usata per valli e boschi, venendo riparata sommariamente alla bisogna. Questo fino ai tardi anni ’90, quando viene ceduta. Una stretta di mano e il motore passa di proprietà insieme al telaio.

IL NUOVO PADRONE ha in mente una special in stile scrambler, che però non stravolga i dettami dell’epoca. Il problema è che ha solo telaio e motore (ed entrambi malconci) e ha anche altre moto in progetto, così il lavoro va avanti inframmezzato da lunghissime pause. Partendo da queste due singole parti, alla fine la moto è assemblata. Cuscinetti, bronzine e pistoni vengono sostituiti, poi arrivano nuovi carburatori, e viene cambiata anche la testa, ormai troppo lavorata perseguendo maggiore potenza.

LA MOTO È PRATICAMENTE TERMINATA, ma non trasmette al padrone l’entusiasmo dovuto. Seguono sei mesi sabbatici in cui si occupa di un altro progetto, poi ritorna sul pezzo. L’idea che una Special debba appagare il suo costruttore è più salda che mai: non ci sono scappatoie. Giù tutto di nuovo. Il telaio viene accorciato e rialzato posteriormente e anche il parafango proveniente da qualche moto degli anni ’70 viene accorciato e riposizionato. Cambia anche l’imbottitura e il disegno della sella, ora con un profilo più basso, mentre i fianchetti in alluminio vengono ridisegnati con angoli più arrotondati.

VENGONO RIMODELLATI I COLLETTORI DI SCARICO e accorciati i terminali di una decina di centimetri. Il manubrio proviene da una Kawasaki Z 900, addizionato di leve Tommaselli Matador e comando gas Tommaselli Daytona “Doppio” degli anni ’70. Il serbatoio è di Harley-Davidson SX 250, ed è stato modificato internamente per adattarsi al telaio. Anche il cerchio posteriore da 16” è marchiato HD, ed è abbinato ad un mozzo Gri.Me.Ca a 40 fori e ad un pneumatico a spalla alta di aspetto vintage.

ORA LA MOTO HA FINALMENTE L’ASPETTO DESIDERATO e può essere riverniciata. La livrea non poteva che essere di un vivace giallo Norton, e basta un colpo di pedivella ben assestato perché un rombo cupo attraversi i decenni per ricordarci com’era andare in moto negli anni ’70, con i capelli al vento, i moscerini in faccia e la certezza di avere il mondo in pugno.

(foto Massimo Del Forno)