Si tratta di un progetto che fa della semplicità e dell’armonia dell’insieme il suo punto di forza. Trae ispirazione dallo stile Old School, ed è improntato, soprattutto, sulla pulizia delle linee e sull’assenza di parti superflue. 

IL TELAIO È UN PAUCHO RIGIDO, in cui è stato incastonato un motore H-D Sportster 1000 dell’85, ossia il vecchio Sportster ante 883 con le teste di ghisa. In effetti l’accoppiata motore/telaio sembra nata per dar vita a un chopper, ma il proprietario non voleva una moto impegnativa con la forcella lunga, così si è optato per l’unità originale con gli steli da 35 mm, scelta dettata dalla volontà di avere una silhouette snella e slanciata. Alla fine gli steli - anziché allungati – sono stati accorciati di 2”, così da mantenere la parte inferiore del telaio in linea con il suolo.

I CERCHI NON POTEVANO CHE ESSERE A RAGGI, la misura è passata dagli originari 16/19” ai 18” per entrambe le ruote. Anche l’impianto frenante è completamente nuovo e conta su tre dischi, quelli anteriori abbinati a pinze a doppio pistoncino, mentre l’idea di montare pneumatici da Trial 400 x 18 è stata una scelta espressamente voluta dal proprietario. Anche il serbatoio Peanut è quello montato originariamente sulla 1000, sono stati ritoccati solo gli ancoraggi.

MENTRE IL SERBATOIO DELL’OLIO di forma scatolata è cromato, il motore è quasi interamente verniciato di nero, colore che fa il paio con il piacevole parafango posteriore munito di nervatura centrale. La livrea è tutt’altro che scontata: difficilmente ci si imbatte in un telaio color avorio, e il serbatoio in veste psichedelica vi si integra splendidamente. OSSERVANDO ATTENTAMENTE si può notare che sono molteplici i dettagli realizzati ad hoc: il supporto del parafango posteriore che vuol essere solo il presupposto di un bassissimo schienale, l’originale porta targa laterale, il supporto del carter catena, gli inusuali ancoraggi del piccolo faro anteriore che discendono dall’alto, e molto altro da scoprire.

LA STRUMENTAZIONE DIGITALE e le spie di servizio sono inserite nel ponticello dei risers che sostengono il manubrio. Le manopole sono “vintage” e le frecce poste alle estremità del manubrio. Tutto in linea con la sella artigianale rivestita in cuoio e dotata di due piccoli ammortizzatori idraulici che assicurano un minimo di comfort.

IL MOTORE CON CAMBIO IN BLOCCO A 4 MARCE è stato completamente revisionato e conta su un nuovo filtro aria e un impianto di scarico 2 in 1 con terminale Trumped. Dopo tante ore di lavoro la moto è pronta a scendere in strada, sia per ripagare delle cure ricevute, sia per attirare sguardi compiaciuti.

(foto di Massimo Del Forno)