Si chiama “Road Runner”, come il velocissimo uccello "corridore della strada" che è stato reso famoso dalla serie di cartoni animali Willy E. Coyote. Ed è proprio con l’obiettivo di creare una moto imprendibile che è nato il progetto Road Runner di MotoShed. Poco dopo lancio della Indian Scout Sixty due ragazzi del gruppo inglese hanno avuto l'opportunità di guidarne una in versione standard: l'esperienza li ha talmente impressionati che hanno pensato subito a come personalizzarne una.

"Siamo rimasti stupefatti dal modo in cui la Scout si è comportata, ma sapevamo che avremmo potuto portarla oltre così da produrre una moto unica", affermano in MotoShed. "E' nata l'idea dello scarico sotto la sella e abbiamo ordinato la Scout il giorno successivo".

LA LAVORAZIONE - Da allora, il gruppo ha trascorso innumerevoli ore in discussioni, pianificazione e oltre 100 ore di lavoro effettivo sulla moto. Oltre lo scarico, il team ha deciso alcuni principi guida di base per la costruzione: a partire una posizione di guida più aggressiva con sospensioni migliorate e maggiore altezza da terra.

"Potremmo dire che la Scout Sixty aveva un grande potenziale, quindi volevamo davvero spingere oltre l'esperienza di guida aumentando drasticamente le sue prestazioni in curva. Allo stesso tempo, volevamo anche riportare la moto all'essenziale per un aspetto pulito e leggero, ma mantenendo le linee originali", raccontano i ragazzi di MotoShed.

LO SCARICO SOTTOSELLA - Una volta spogliata di tutte le parti che MotoShed voleva sostituire, modificare o semplicemente eliminare dalla moto finale, la complessità dello scarico sottosella è emersa in tutta la sua interezza.

"Era davvero la parte più complicata del progetto. Sulla moto standard ci sono molti componenti importanti nascosti sotto la sella come la batteria, la centralina e molti cavi. È un lavoro impressionante realizzato da Indian Motorcycle".

La rimozione della pompa ABS da sotto la moto ha permesso a MotoShed di posizionare al suo posto una scatola personalizzata per la batteria. Nel nuovo involucro sono stati trasferiti una batteria più piccola, regolatore / raddrizzatore e centralina elettronica, che ha richiesto molto lavoro per reindirizzare ed estendere il cablaggio.

Con lo spazio sottosella sgombro, sono iniziati i lavori per l'instradamento dei tubi attorno al motore. La gestione del calore è stata una grossa preoccupazione e le tubazioni sono state isolate per ottenere più calore verso la fine dei tubi e lontano dalle gambe del pilota - con l'ulteriore vantaggio di migliorare il look.

Un'ulteriore gestione del calore ha richiesto la realizzazione di un parafango posteriore-scudo termico che mantiene anche lo sporco della strada lontano dagli scarichi. Con tubi così corti, uno dei quali è il 20% più corto dell'altro, è stato incorporato un sistema Dynojet Power Vision CX per registrare i dati e aiutare a re-mappare perfettamente la centralina e la valvola a farfalla fly-by-wire.

"È giusto dire che, adesso, è un po' troppo rumorosa. L’alimentazione è perfetta e la risposta dell'acceleratore è eccellente, ma lavoreremo per renderla un po' più silenziosa", ammettono in MotoShed.

NUOVA POSIZIONE DI GUIDA – Per modificare la posizione di guida rendendola più sportiva sono stati sostituiti tutti i comandi a pedale con elementi Rizoma montati su piastre personalizzate ed è stato previsto un set di manubri Renthal più bassi. Per un comportamento più dinamico è stato irrigidito anche l’assetto della sospensione, che mantiene la moto più alta con una compressione più controllata in curva.

La maggior parte del lavoro è stata intrapresa dai membri del gruppo, ma MotoShed ha coinvolto anche altri esperti. "La differenza tra una buona custom e una grande custom è tutta nel dettaglio. Avendo lavorato nel settore motociclistico per molti anni, tutti abbiamo stretto ottimi contatti con alcune delle migliori persone nel loro campo, persone che possono veramente fare la differenza sui nostri progetti".

 

IN MANI ESPERTE – Tra gli ‘esperti’ chiamati a lavorare sulla Road Runner per le loro abilità specialistiche ci sono anche Chris Walton di CW Engineering che ha realizzato a mano elementi in lamiera come l’alloggiamento del faro, il parafango anteriore e posteriore, e Steve Adams, ex tappezziere di Aston Martin che ha rifinito la sella monoposto 1920 e ha utilizzato la vernice Illusion Race.

LOOK SPORTIVO - Molti dettagli hanno un look in fibra di carbonio, il che contribuisce ad offrire un aspetto ultraleggero, conservando tutti i dettagli del componente originale, come l'anno 1901 sul coperchio laterale. Esclusivo anche il serbatoio per l'acqua in fibra di carbonio, proveniente da un famoso team britannico della Superbike.

Le forcelle sono state rivestite in nitruro nero, per un look da superbike, mentre un kit completo di bulloni in titanio nero è stato applicato anche al motore e al telaio.

Infine, per darle un'identità unica, è stato progettato il logo a tema Road Runner.