La Mako è stata concepita come moto per girare in circuito, quindi priva di tutto ciò che non è strettamente necessario per correre. Solo in un secondo tempo, soddisfatti del prototipo, si è pensato di allestirla anche in versione stradale: così è nata la Mako S, praticamente un kit in serie limitata destinato a chi desidera rendere unica la sua Ducati 999 o 749.

IL GRUPPO OTTICO ANTERIORE di tipo poliellissoidale è stato incastonato all'interno del plexiglas, così da non alterare la linea del cupolino e mantenere intatta la sua anima racing. Sul codino, poi, è stata allestita una minimale sella per il passeggero, mentre inferiormente ai terminali trova alloggio un essenziale portatarga con luce a LED e minuscole frecce incorporate. Su quest’esemplare mancano gli specchietti retrovisori, anch’essi “slim”, di tipo handlebar, ancorati alle estremità del manubrio.

A LIVELLO FORMALE, il cupolino è estremamente contenuto nel volume e caratterizzato da un aggetto laterale importante, in grado di canalizzare meglio l’aria in direzione dell’airbox, mentre il “muso” ha una conformazione particolarmente spigolosa ed appuntita, aerodinamica ed estremamente piacevole.

LA VISTA LATERALE è caratterizzata dalle corte e aderenti carene, che avvolgono la stretta meccanica lasciando completamente in vista il blasonato telaio a traliccio della Ducati. Il piccolo puntale inferiore ricalca la caratteristica forma del ventre dello squalo e va rastremandosi nella zona mediana, con due appendici che incorniciano i carter motore.

LA BASE MECCANICA della 999 è rimasta sostanzialmente inalterata, ad esclusione dello scarico con collettori in acciaio inox e terminali omologati in fibra di carbonio. Per ottimizzare la maggiore portata d’aria dei convogliatori per l’airbox (muniti di filtri Ducati Performance), inoltre, è stato necessario rimappare la centralina.

Se avete una 999 in garage e volete trasformarla in una scultura dinamica, ora sapete dove bussare.