E’ quasi guerra fra il presidente USA Donald Trump e Harley-Davidson: sperando di fare pressione sul marchio americano, affinché mantenga la sua produzione negli Stati Uniti, Trump ha twittato parole di incoraggiamento per i motociclisti che hanno pianificato di boicottare la leggendaria Casa americana.

 “Molti possessori di Harley-Davidson hanno pianificato di boicottare l’azienda se sposterà la produzione all’estero. Grandioso! La maggior parte degli altri competitors sta venendo nella nostra direzione, compresa la concorrenza di Harley. Davvero una mossa sbagliata!”, ha scritto Trump riferendosi all’iniziativa di Harley-Davidson.
La cosa sorprende, perché arriva dal Presidente degli Stati Uniti, ma non più di tanto, considerando che Harley-Davidson si è trovata sempre più in disaccordo con la Casa Bianca rispetto ai negoziati e agli accordi commerciali del presidente Trump.

Bikers for Trump - La tensione è iniziata con il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo commerciale Trans-Pacific Partnership (TPP), e ha raggiunto il vertice quando il presidente Trump ha imposto una tassa su alluminio e acciaio.

Ora che Harley-Davidson ha divulgato i suoi programmi di indirizzarsi anche in nuovi segmenti e creare un nuovo piano aziendale per il 21° secolo, l'amministrazione Trump sta aumentando la pressione affinché la Casa americana mantenga invece lo status quo.
Il tweet del presidente Trump arriva dopo aver incontrato i sostenitori di "Bikers for Trump" nel suo golf club nel New Jersey, lo scorso fine settimana. I motociclisti sostenitori di Trump si sono incontrati con il Presidente nel suo club, mostrandogli il loro sostegno sulle sue idee relative al marchio che precedentemente adoravano.
Questo incoraggiamento del Presidente degli Stati Uniti d'America mira a mettere a dura prova un business americano iconico, creando un cuneo tra i suoi clienti e la loro ideologia politica.
Il fatto che Harley-Davidson abbia annunciato i suoi piani di spostare la propria produzione all'estero (cosa che Polaris intende fare anche con la Indian) è in contrasto con la posizione del Presidente, che punta a mettere fine al concetto di globalizzazione.

IL BIVIO - Harley-Davidson è a un bivio: le vendite negli Stati Uniti continuano a calare, mentre la crescita all'estero è promettente.
Ora, con un enorme cambiamento nella sua strategia aziendale, Harley-Davidson si prepara ad entrare nel 21° secolo, che già è abbastanza difficile da gestire con qualsiasi fedele base di consumatori, figurarsi se si è in contrasto con il presidente americano.

Il futuro di Harley-Davidson - E’ difficile immaginare che Harley-Davidson possa piegarsi alla pressione esercitata dal presidente Trump: sembra che infatti che il marchio di motociclette americano non possa sopravvivere mantenendo la sua produzione negli Stati Uniti, affrontando le tasse sulle materie prime sul mercato interno e i dazi sulle importazioni all'estero.

Il supporto a "Bikers for Trump" non sta certo rendendo facile questo periodo di transizione per Harley-Davidson, e il presidente Trump spera di portare Harley-Davidson verso una strategia di business "America First".

Per Harley-Davidson però, proprio questo indirizzo che ha privilegiato l’America ha portato al suo continuo declino negli ultimi 10 anni o più. Harley-Davidson ha già percorso questa strada: ora sta scommettendo il suo futuro su un altro percorso.

La risposta di Levatich - Intanto dopo il post di Trump, Matt Levatich, CEO di Harley-Davidson, ha inviato un memorandum a dipendenti e concessionari. “Ci troviamo purtroppo al centro di un’accesa discussione politica sul commercio equo”, ha commentato Levatich. “Continuano a circolare informazioni errate su questo problema e voglio ribadire e condividere i fatti su Harley-Davidson di cui potere essere fieri e che potete condividere con i clienti interessati”.