Estate, tempo di rumors e... di fanta-rumors. Una selva all’interno della quale non è mai semplice muoversi, interpretare, cercare conferme oppure definitive smentite.

UNA DELLE ULTIME VOCI CIRCOLATE in queste ore è quella che vorrebbe Ducati vicina ad un accordo con l’indiana Hero MotoCorp per la produzione di un nuovo modello (in realtà c’è chi parla di un’intera famiglia di modelli), caratterizzato da un motore di piccola cubatura destinato per lo più al mercato asiatico. Più in particolare, un monocilindrico da 300 cc utile ad equipaggiare una naked (forse un piccolo Monster) ma plausibilmente anche un crossover in stile Multistrada o una piccola sportiva.

CHE I NUOVI MERCATI rappresentino oggi una terra di conquista, la necessaria frontiera in cui investire nella progettazione di strategie di vendita funzionali ad incrementare i volumi di fatturato, è fin troppo ovvio. Una strada ormai intrapresa da molti brand, inclusi top players da sempre portabandiera di esclusività come BMW, Triumph, KTM e Harley-Davidson. Sono note, ad esempio, recenti sinergie (in particolare da parte di Triumph) con il gruppo Bajaj. Una tendenza alla luce della quale non stupirebbe una simile strategia anche da parte di Ducati, pronta a rendere in qualche modo più ‘accessibili’ le preziose gocce del suo nettare motociclistico, seppur mantenendo la qualità e il livello di finiture che il blasone impone.

ALL’INTERNO DI UNA SCELTA DI QUESTO GENERE, ecco che un partner “locale”, solido e credibile come Hero MotoCorp, avrebbe una sua plausibilità. Senza dimenticare che, nel 2017, quando la Casa bolognese sembrava prossima a finire nelle mani del miglior offerente, proprio la Hero era tra i grandi gruppi che avevano mostrato interesse ad acquisire Ducati. Quindi, sicuramente una realtà in qualche modo già predisposta ad una possibile vicinanza di intenti.

QUELLO SOPRA, in conclusione, è solo un ragionamento che scaturisce da voci - a tutti gli effetti e fino all'arrivo di prove più concrete o comunicazioni ufficiali - prive di fondamento. Ragionamento, però, alla luce del quale un’eventuale conferma, nei prossimi mesi, non stupirebbe affatto.