Notizie complessivamente buone da Confindustria ANCMA per quanto riguarda il mercato delle due ruote motorizzate: è vero che nel mese di giugno si assiste ad una flessione delle vendite per le immatricolazioni (moto e scooter >50cc) che totalizzano 27.496 unità pari al -5,8%, ma il fatto va confrontato con un giugno 2017 eccezionale che aveva registrato un +26%.

Le moto confermano i volumi dell’anno scorso con 10.733 unità e un -0,8%, mentre gli scooter registrano 16.763 veicoli immatricolati con una diminuzione dell’8,8%. I “cinquantini” perdono ancora volumi, con 2.405 vendite e un -22,6%. Giugno rappresenta il picco di massima stagionalità e vale poco più del 13% del totale venduto dell’anno.

Chiude però in positivo il primo semestre per le 2 ruote.

I PRIMI SEI MESI - Da gennaio a giugno di quest’anno sono stati immatricolati 130.297 veicoli pari al +4,3. Sostanzialmente stabili gli scooter con 72.039 pezzi pari al +0,3%, mentre le moto con 58.258 unità mostrano una crescita più significativa pari al +9,8%. Sempre nei primi sei mesi dell'anno i ciclomotori (moto e scooter 50cc) si attestano a 9.897 registrazioni, con un decremento del -17,7%.

In totale da gennaio a giugno 2018 sono state vendute in Italia 140.124 due ruote a motore (moto e scooter immatricolati + veicoli 50cc), con una crescita pari al +2,4% rispetto al primo semestre del 2017.

PERCHE’ SI VA A RILENTO - "Gli analisti di Confindustria stanno modificando gli indicatori macroeconomici perché la ripresa sta rallentando”, ha  dichiarato Andrea Dell’Orto, Presidente di Confindustria ANCMA, Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori. “Le preoccupazioni legate alle politiche protezionistiche mettono in evidenza il rischio di una guerra commerciale che non conviene a nessuno e tanto meno all’Italia che ha una vocazione all’export.

L’occupazione appare ancora in crescita, ma solo per quanto riguarda contratti a tempo determinato e part- time. A tutto questo si aggiunge l’incertezza delle iniziative di governo ancora poco chiare in termini di coperture”, aggiunge Dell’Orto.

“Nonostante tutto ciò la voglia di moto non arretra e il nostro mercato fornisce un contributo positivo, mantenendo una domanda relativamente sostenuta. In occasione della nostra recente assemblea abbiamo presentato una serie di proposte che vanno dalla riforma del Codice della Strada, al miglioramento della sicurezza stradale anche attraverso infrastrutture dedicate, fino all’attenzione in merito alla nuova mobilità elettrica che necessita di colonnine di ricarica e incentivi mirati. Abbiamo la necessita di confrontarci con gli organi di governo al fine di supportare le decisioni che vanno nella direzione di una mobilità sostenibile, dove le due ruote devono giocare un ruolo insostituibile”, conclude Dell’Orto.

COSI’ GLI SCOOTER - Dall’analisi per cilindrata emergono due categorie di scooter quelli tra 300-500cc con 25.967 veicoli e un incremento pari al +2,5%; a seguire da vicino ci sono i 125cc con 25.740 immatricolazioni e un andamento più dinamico pari al +8,4%. Le cilindrate tra 150 e 250cc totalizzano 13.537 pezzi pari al -12,8%. In flessione anche i maxi-scooter oltre 500cc con 6.795 unità e un -6,3%.

COSI’ LE MOTO - Anche nel comparto moto, vi sono due categorie con vendite identiche: le moto oltre 1.000cc con 16.022 unità in crescita con un +5,4% mentre i veicoli tra 800 e 1000cc sono in flessione con 16.022 unità e un -6,9% rispetto al 2017. Stabili le medie cilindrate tra 600 e 750cc con 10.100 pezzi segnano un +0,4%.

Eclatante il risultato delle 300-500cc con 8.955 veicoli e un +74,6%. Più contenuto il trend delle 150-250cc con 1.532 pezzi e un +14,4%.  Significativi i volumi delle 125cc con 5.627 moto e un incremento pari al +36,1%.

L’andamento dei segmenti moto vede prevalere le naked con 22.663 pezzi pari al +14%; seguono le enduro stradali che totalizzano 18.715 unità pari al +12,5%. Lieve calo per le moto da turismo con 7.696 unità e un -1,9%; volumi più contenuti per le custom con 3.558 immatricolazioni e un +3,5%; in ripresa anche le sportive con 3.192 pezzi e un +9,6%, infine qualche unità in più per le supermotard con 1.780 moto e un +2,3%.