Garelli is back: lo storico marchio sta tornando sulla scena e ha scelto come palcoscenico il Salone della Moto di Milano, ovvero la stessa location dove 99 anni fa tutto è iniziato.

A rilanciare il brand è la società Armony, azienda specializzata nella produzione di biciclette elettriche, che ha siglato un contratto d’affitto e acquisto finale con Finsec, che dal 2006 aveva in portafoglio Benelli. Armony è guidata da Andrea Casadei e Giacomo Galeazzi, entrambi imprenditori di Riccione, che da 15 anni operano nel settore delle e-bike. Casadei e Galeazzi, tra l’altro, sono in società con Maurizio Setti, titolare della griffe Manila Grace nonché presidente della società di calcio Hellas Verona. I sammarinesi intendono riportare in auge la storica Casa partendo dalla produzione del 'Ciclone', rivisitato in chiave green.

NUOVA AVVENTURA - "La nostra società”, spiega Galeazzi all'edizione riminese del Resto del Carlino, “produce un'ampia gamma di bici elettriche dal 2005, così abbiamo deciso di lanciarci in questa nuova avventura. Abbiamo trattato con Paolo Berlusconi, stipulando un contratto d'affitto che, anche attraverso il versamento di royalty, prevede l'acquisto finale del marchio. In trattativa c'era anche un gruppo asiatico, ma alla fine siamo riusciti ad aggiudicarci l'affare".

“La contrattazione è partita a fine luglio, ma davanti al notaio siamo arrivati solo a poche ore dall'inizio di EICMA, dove nel nostro stand Garelli abbiamo presentato la moto con grande successo”, spiega Galeazzi. “Abbiamo rimesso in produzione il 'Ciclone', uno dei 'tuboni' più noti degli anni '70, venduto dalla Garelli per 25 anni. Lo abbiamo rifatto in quattro versioni, compreso il vintage, mantenendo lo stesso telaio, ma con parti futuriste, motore elettrico, batteria al litio, non inquinante, esente dal bollo, assicurazione al 50% e utilizzabile anche nelle ztl".

COME E’ REALIZZATO -  “Gli stampi del telaio in alluminio e dei cerchi vengono fatti in Cina, il motore è Bosch, le batterie sono Samsung, mentre tutte le altre componenti, nonché l'engineering e lo sviluppo, sono italiani. Il primo assemblaggio avviene in Cina, da marzo in poi lo faremo in Italia. Stiamo scegliendo tra Veneto ed Emilia-Romagna", ha concluso Garelli.

TUTTO GREEN - Il piano industriale prevede un piano di sviluppo strutturato in 2 diversi ambiti: motociclo ed e-bike. Il Ciclone, ciclomotore 100% elettrico verrà realizzato in quattro allestimenti, tra i quali uno vintage. Sarà un veicolo green con telaio in alluminio, motore Bosch e batteria Samsung agli ioni di litio. Autonomia dichiarata fino a 120 chilometri e ricarica della batteria in 3-4 ore. Verrà realizzata anche una collezione di  ebike che è stata presentata in anteprima sempre ad EICMA, composta da mtb, trekking e city bikes motorizzate con i motori della tedesca Bosch o dell’italiana OLI.

LA STORIA - Il Ciclone vide la luce nel 1977  e rispondeva ai classici canoni dei “tuboni” dell'epoca, ovvero:  2 freni a tamburo, 2 ammortizzatori, nessuna carena, ruote a raggi, faro rotondo e cambio a cinque marce.

Nei primi anni ‘80 si ebbero le prime evoluzioni, i parafanghi anteriore e posteriore divennero in materiale plastico, i cerchi in lega d’alluminio a tre razze sdoppiate, il faro CEV di forma rettangolare e venne presentata una diversa strumentazione. Gli abbinamenti di colore più diffusi erano giallo/nero e rosso/nero.

Nel 1984 vennero introdotte le frecce, il freno anteriore a disco, il faro venne inglobato in una mascherina di plastica, il motore venne dotato di  miscelatore automatico e nacque il modello raffreddato a liquido a circolazione naturale (anche se esteticamente si vedeva ancora qualche aletta poco pronunciata), prodotto fino al 1988.

Il nome Ciclone era stato nuovamente utilizzato dal marchio Garelli nel 2008, ma senza alcun punto di contatto con il modello originario.