Le radici di questa moto partono dal bicilindrico desmodromico ad L di 750 cm³ nato attorno al ’70 e che, dopo la prima vittoria nella 200 Miglia di Imola del ’72, con varie evoluzioni, ha culminato la sua carriera con la fantastica vittoria di Mike “The Bike” al Tourist Trophy del ’78.

IN SEGUITO, mantenendo la stessa architettura e lo stesso carattere bellicoso, venne costruito un nuovo motore, il Pantah, che grazie alla dedizione della NCR si ritagliò un posto indelebile nel contesto delle competizioni. Negli anni ottanta, l’equivalente delle classi SuperSport e SuperBike erano le classi TT2 e TT1, la prima con motori di cilindrata fino a 600 cm³, la seconda fino a 1000.

I SUCCESSI PIÙ ECLATANTI furono appannaggio della versione con minor cilindrata. La TT2 infatti combatteva con altre moto della stessa categoria e, grazie anche alla sua leggerezza e all’ottima ciclistica, risultò subito vincente, accaparrandosi quattro titoli mondiali consecutivi. Ugualmente valida, la versione TT1 di 750 cm³ non ebbe una carriera altrettanto facile, soprattutto perché, nella propria classe, si batteva con avversarie che avevano cilindrate massime di 1000 cm³.

DI TT1 ne furono costruite solamente 25 unità, mentre delle TT2 furono realizzati 80 esemplari . Telaio e forcellone sono Verlicchi. La forcella regolabile è una Marzocchi con steli da 35 mm e foderi in magnesio. Il monoammortizzatore posteriore con serbatoio separato è della stessa azienda, mentre le ruote sono della Campagnolo: 3.50x16 all’anteriore e 3.75 x18 al posteriore, con pneumatici Michelin rispettivamente da12\60-16 e 14 \68 –18. I freni sono Brembo serie Oro con i dischi anteriori flottanti da 280 mm e quello posteriore da 260 mm.

LA FRIZIONE A SECCO è una NCR con comando a filo, e i carburatori sono dei Dell'orto PHM da 41 mm e sopra i coperchi delle punterie (come da tradizione NCR) c'è stampigliato un nome, che in questo caso è Guido con a fianco una C.