Se negli anni ’70 c’erano le derivate dalla serie, gli anni ’80 avevano l’equivalente di quello che oggi sono le classi Supersport e Superbike: TT2 e TT1. La prima con motori di cilindrata fino a 600 cm³, la seconda fino a 1000 cm³. Le due Ducati con motore di derivazione Pantah preparate dalla NCR, vennero chiamate con i nomi delle classi in cui dovevano battersi, ossia TT1 e TT2. 

LA TT2 ERA ECCEZIONALE - I successi più eclatanti furono appannaggio della versione con minor cilindrata. La TT2, infatti, combatteva con altre moto con cilindrata pari alla sua e, grazie anche alla sua leggerezza e all’ottima ciclistica, risultò subito vincente, accaparrandosi quattro titoli mondiali consecutivi.

CARRIERA DIFFICILE PER LA TT1 - Ugualmente valida, la versione TT1 di 750 cm³ non ebbe una carriera altrettanto facile, soprattutto perché nella propria categoria si batteva con avversarie che avevano cilindrate massime di 1000 cm³. Ne furono realizzati solo 25 pezzi (mentre le TT2 furono 80). La colorazione del 1993 era bianco/rosso/verde. La colorazione rosso/blu della moto del servizio ricalca i colori utilizzati dalle moto ufficiali in quegli anni ed è stata eseguita nel 1995 su una carena nuova, conservando l’originale.

CICLISTICA MADE IN VERLICCHI - Telaio e forcellone sono stati realizzati da Verlicchi. La forcella regolabile è una Marzocchi con steli di 35 mm Ø e foderi in magnesio. L'ammortizzatore con serbatoio separato è della stessa azienda, mentre le ruote sono della Campagnolo: 3.50 x 16 all’anteriore e 3.75 x 18 al posteriore, con pneumatici Michelin rispettivamente 12\60-16 e 14\68-18. I freni sono Brembo serie Oro con i dischi anteriori flottanti da 280 mm e quello posteriore da 260 mm.

PUNTERIE CON DEDICA - La frizione a secco è una NCR con comando a filo, e i carburatori sono dei Dell'orto PHM da 41 mm e sopra i coperchi delle punterie (come da tradizione NCR) c'è stampigliato un nome, che in questo caso è Guido con a fianco una C.