Lo Speciale Turismo di In Moto giunge alla sua quinta edizione con un obiettivo ben preciso: offrire la possibilità di scoprire luoghi sorprendenti, attraverso una serie di itinerari dettagliati che non lasciano nulla al caso. Perché quello su due ruote non è un viaggio qualunque, un modo come un altro di spostarsi dal punto A al punto B, ma una ricetta precisa basata su ingredienti imprescindibili: strade eccitanti da guidare, panorami mozzafiato, località fuori dal comune, piaceri della tavola, un pizzico di avventura.

È stato pensato proprio così questo Speciale, dal Nord al Sud della Penisola, ritrovando percorsi spesso fuori dalle rotte abituali, capaci di scatenare stupore dietro a ogni curva e regalare emozioni intense. Come una vertiginosa salita in quota, per guardare il mondo da oltre 2.500 metri e sentirsi parte di un qualcosa di immenso; ma anche vedute mozzafiato su antichi borghi, paesi fantasma, una incredibile cascata nel bel mezzo di un centro storico; nastri d’asfalto tormentati, che ricamano spirali tra colline a perdita d’occhio.

Questo e tanto altro, nello Speciale Turismo di In Moto, alla scoperta della nostra splendida Italia; compreso uno “Speciale nello Speciale” dedicato al Sud della Sardegna, semplicemente una delle mete motociclistiche più eccitanti del pianeta. Senza dimenticare, poi, due destinazioni estere: l’isola di Man, la leggendaria patria del Tourist Trophy, ricca di bellezze e curiosità al di là della corsa che l’ha resa celebre; e le rocce dell’Esterel a ridosso della Costa Azzurra, perfetta per una “fuga” in ogni stagione dell’anno.

Ma cosa spinge un appassionato a puntare il dito su una cartina, scegliere una destinazione e saltare in sella ad una moto? È successo a tutti, la prima volta, quella in cui si sono mollati gli ormeggi per il proprio esordio nel turismo “a due ruote”: la sensazione lucida di una forza misteriosa, che spinge costantemente ad andare avanti, senza sosta. Un comune denominatore, fatto di elementi che uniscono tutti quando arriva il momento di partire: l’istinto per la strada, per il borbottio di un motore; quella smania di dare gas e scoprire il mondo senza la quale non sappiamo stare. Poi la passione, inesauribile, per l'aria sul corpo, una resistenza da vincere ruotando la manopola dell’acceleratore, come un rito di passaggio per accedere ad una nuova consapevolezza: viaggiare senza moto è come non viaggiare.

La ricordo ancora la mia prima volta, quella in cui puntai le ruote verso le nuvole che correvano all’orizzonte. Bianchissime, veloci, in un blu profondo. Era una mattina di inizio estate, la testa sgombra, la moto pronta a frullare via. Partimmo. Ricordo che successe tutto dopo appena qualche chilometro, come un’esplosione, una vertigine nel casco. Un senso di euforia accompagnato ad una incontenibile voglia di andare avanti, di libertà, di altrove. Non capivo cosa fosse esattamente ma sapevo che, da quel momento, nulla sarebbe stato più come prima.

Ora, col tempo e i viaggi accumulati, ho ben chiaro il senso esatto di quella vertigine: le nuvole e la mia moto si somigliano, entrambe indifferenti all’utilità di uno steccato.

Buona strada a tutti con lo Speciale Turismo di In Moto.