Alcune hanno stupito per le prestazioni messe in campo, altre per dotazione tecnica e contenuti innovativi, altre per il coraggio di rompere gli schemi; e altre ancora per gli ottimi risultati di vendita e la capacità di attirare consensi. In ordine rigorosamente sparso, vi sveliamo le 10 moto provate quest’anno che, secondo noi, hanno lasciato maggiormente il segno... spiegandovi il perché.

1. BMW R 1250 GS e R 1250 GS Adventure

Le novità di Casa BMW sono state sicuramente le protagoniste dei mesi autunnali, soprattutto per quanto riguarda il rinnovato GS, che si rilancia sul mercato forte di interessanti novità ma... col solito dilemma: la BMW R 1250 GS e la R 1250 GS Adventure possono essere considerate due facce dello stesso modello? O, al contrario, vanno valutate in modo distinto? Secondo i dati di vendita ufficiali e il listino della casa tedesca sono due realtà ben diverse. Nell’immaginario collettivo, invece, sono considerati (a nostro avviso a torto) sostanzialmente la stessa moto. Al di là dei discorsi filosofici che si possono fare intorno a questi modelli, rimane il fatto che la GS è la moto più venduta nel nostro Paese, un successo che si rafforza ancora di più grazie all’introduzione del nuovo Boxer con distribuzione a fasatura variabile.

Tre i motivi del successo di questa maxi enduro: la fantastica distribuzione dei pesi offerta dalla particolare architettura del propulsore (e dal posizionamento longitudinale degli organi in rotazione), le sospensioni Telelever e Paralever, che praticamente annullano i trasferimenti di carico, e la spinta del Boxer ai bassissimi regimi, laddove mediamente viene utilizzato nella guida di tutti i giorni. Bene… in BMW hanno lavorato proprio su quest’ultimo aspetto introducendo la nuova unità, cresciuta anche nella cilindrata, che passa da 1.170 a 1.254 cc. Il risultato? Una curva di erogazione che sfiora la perfezione. Le prove che abbiamo svolto in Portogallo (per la versione base) e in Liguria (per l’Adventure) confermano questa caratteristica. Nessuna moto di produzione può vantare altrettanto a livello di spinta ai bassi: dai 1.800 giri, anche in sesta marcia, si può riprendere senza il minimo rifiuto, approfittando di una coppia davvero sostenuta. E dai 2.000 giri la spinta è colossale; è come se il Boxer avesse guadagnato una marcia in più. Ciò che prima si faceva in seconda ora si può fare in terza, e così via per tutte. Tanto che spesso in sesta si è portati a cercare istintivamente la… settima. Per il resto, tutto confermato: l’estetica è la stessa della vecchia versione (solo l’Adventure mostra qualche lieve modifica al frontale e alla struttura di protezione laterale), la ciclistica è immutata, le caratteristiche dinamiche identiche a quelle delle vecchie GS. La vetta della classifica di vendita, insomma, pare rimanere saldamente nelle mani del panzer tedesco.
(Andrea Padovani)