Il concetto alla base dell’ultima suggestione nata dalla ‘matita’ di Oberdan Bezzi è tanto semplice quanto affascinante: una moto di impostazione sportiva, al cui interno batte un cuore heritage. Basta puntare bene lo sguardo sul propulsore, infatti, per scorgere, incastonato nel telaio, il due cilindri raffreddato ad aria della serie Scrambler Ducati.

MA FACCIAMO UN PASSO INDIETRO. L’ultima SuperSport della Casa Bolognese è arrivata sul mercato con carena integrale e aria da Panigale. Un ottimo mezzo, di certo non premiato dalle vendite quanto meriterebbe. Forse perché in tanti avrebbero magari preferito una SS vecchia scuola, in minigonna, con la semicarena che lasciava gustare muscoli e meccanica, proteggendo il giusto.

UN CONCETTO in parte ripreso dalla Ducati SuperSport R di Bezzi. Carena corta, struttura leggera, freni buoni, sospensioni adeguate e aspirazioni da sportiva vera, amplificate anche dalla livrea con i colori dei prototipi della MotoGP. Ma anche ‘semplicità’ e accessibilità, come sottolinea la scelta  di adottare motore (con qualche cavallo in più) e telaio della famiglia Scrambler. Un mix di presente e passato, come dice il designer, capace di “rispondere ai canoni delle motociclette di una volta. Quindi, in primo luogo leggerezza, tenuta di strada perfetta, meccanica di raffinata semplicità, concretissima e comprensibile. Potenza… quanto basta”.

UNA SPORTIVA STRADALE, da mistostretto nel senso vero del termine. Non esageratamente potente ma sufficientemente agile e precisa per andarsene via tra le curve. Un concetto tutto sommato interessante, che potrebbe ispirare, non tanto una SS vecchio stile, quanto una nuova famiglia di heritage sportive - ricordate l’affascinante Sportclassic Sport? - basata su meccanica Scrambler Ducati. E chissà, magari sono in tanti a desiderare in garage proprio una moto così.