Sono ormai lontani i tempi in cui tutte le moto avevano alcuni punti fermi nelle loro forme: un enorme gruppo ottico anteriore (tondo o al massimo rettangolare), indicatori di direzione che parevano le luci di ingombro di un TIR e fanalini posteriori con una triste lucina rossa. Adesso tutto è cambiato, anzi tutto sta cambiando, ma il motivo non è un improvviso interesse per nuove forme, piuttosto adesso ci sono tecnologie che permettono maggiore libertà ed il futuro prossimo si prospetta ancor più... luminoso! 

EVOLUZIONE - Diamo una veloce occhiata alla storia recente per capire quali sono state le tappe evolutive del settore dell'illuminazione, tenendo sempre conto che sulle moto le novità arrivano in seconda battuta, lo sviluppo viene fatto nell'automotive dove i maggiori volumi di vendita permettono investimenti ben superiori. Sono due i campi si cui i tecnici si sono concentrati: le sorgenti luminose da un lato ed i proiettori dall'altro, oggi parleremo di sorgenti, da cui tutto nasce, le forme esterne sono poi una conseguenza.
Il fanale moderno nasce con l'invenzione della lampada ad incandescenza: un bulbo in vetro con un filamento in tungsteno che percorso da corrente si illumina per effetto Joule. All’interno del bulbo non c’è aria perché l’ossigeno ossiderebbe immediatamente il filamento, al suo posto c’è un gas inerte a bassa pressione, solitamente argon. La resa di una lampada ad incandescenza classica è molto bassa, per non bruciare il filamento in poco tempo, la sua temperatura non può crescere troppo, il risultato è una luce giallastra e una forte emissione di energia non come luce ma come raggi infrarossi che scaldano ma non illuminano. Proprio per questo motivo queste lampade sono state progressivamente vietate anche per l'illuminazione domestica. La loro naturale evoluzione sono le lampade alogene: l'aggiunta di gas nobili come iodio, kripton e xeno permettono di raggiungere temperature del filamento più alte (difatti il bulbo non è in vetro che non resisterebbe, ma in quarzo cristallino). 

PRESENTE - Un sostanzioso passo in avanti sono le lampade a scarica di gas, quelle impiegate nell'automotive sono di un solo tipo, le cosiddette Xenon che è il gas contenuto al loro interno e che produce luce una volta che viene ionizzato dall'arco voltaico ad altissima tensione realizzato dalle ballast. Per via dell’intenso fascio luminoso che producono, richiedono sistemi adattativi di controllo della direzione del fascio, una complicazione compatibile con un'automobile, ma che complica non poco la vita su una moto, al punto che l'unica ad adottare questa tecnologia è la voluminosa BMW K1600 GT dotata di un sistema autolivellante, oltre che oscillante in funzione del rollio del mezzo. Ma la scarsa diffusione delle lampade allo xeno sulle moto è dovuta anche al prorompente sviluppo di una diversa tecnologia che invece si sposa perfettamente con i comprensibili limiti di spazio in zona manubrio: da qualche anno siamo entrati nell'era dei LED. I LED si sono evoluti solo dopo che gli scienziati hanno iniziato a comprendere al meglio le leggi della meccanica quantistica con semiconduttori che emettono fotoni attraverso un fenomeno di emissione spontanea o luminescenza. Si sono affermati prima nei proiettori posteriori (stop e luci di posizione), quindi negli indicatori di direzione, poi, con l'aumento delle potenze disponibili, nelle luci diurne anteriori e quindi nei proiettori di profondità. Il LED garatiscono massima affidabilità, se ben costruiti sono praticamente eterni, estremamente efficienti, quindi con consumi bassissimi e con tempi di accensione praticamente istantanei. Questo è il presente, ma il futuro è già alle porte e preme fortissimo: le nuove tecnologie in arrivo si chiamano OLED e Laser, ma di queste parleremo un'altra volta!