Idrogeno: progetti, dubbi e opportunità. Perché non viene sfruttato

Ne parlano tutti, lo studiano in molti ma, forse ci credono in pochi. Alcune auto e moto con questa tecnologia sono già realtà, ma quali sono i problemi?

15.04.2024 ( Aggiornata il 15.04.2024 10:28 )

Il mercato dell’elettrico arretra e in molti sono convinti che la data limite del 2035 per la commerciabilità di auto e furgoni con motore termico stia traballando. Ed ecco che si parla di questo gas. Il primo motore a idrogeno lo realizzò François Isac De Rivaz nel 1807. Qualche decennio dopo sono arrivate le celle a combustibile per alimentare i veicoli elettrici, praticamente dei generatori imbarcati a bordo del veicolo e funzionanti grazie a una reazione chimica alimentata dall’idrogeno. Il primo fu un trattore, nel 1959, poi nel 1966 la General Motors realizzò il pulmino Electrovan.

Si erano così delineate due tecnologie alternative che resistono ancora oggi: da una parte la possibilità di realizzare motori a scoppio alimentati da idrogeno, dall’altra quella di utilizzare propulsori elettrici alimentati da celle a combustibile. I primi erano e sono del tutto analoghi ai motori termici che utilizziamo tuttora, se non per alcuni trattamenti resi necessari dal fatto che l’idrogeno corrode il metallo. Offrono il vantaggio di essere totalmente “CO2 free” nelle emissioni di scarico, ma emettono ossidi di azoto; e non mancano ridotte percentuali di altri inquinanti, dovute alle minime quantità di lubrificante combusto. Le Fuel Cell invece emettono unicamente vapore acqueo, e hanno un’efficienza sicuramente maggiore; si parla dell’80% in più. Ma, certo, si guida un motore elettrico, non un termico che romba e ha le marce.

Indice:

  • I modelli di auto e moto ad idrogeno finora
  • Quali sono le altre Case ad avvicinarsi al motore a idrogeno
  • Il ruolo dell'Europa e i dubbi sull'idrogeno
  • I diversi tipi di Idrogeno. È fattibile per la mobilità privata?
  • Come si muove la Cina

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