In un mercato saturo, con una drammatica tendenza all'auto citazione, cercare nuove strade per ridestare l’attenzione degli appassionati è un’operazione saggia e quasi sempre premiante sul lungo periodo. Un pensiero che, di recente, deve aver attraversato i tavoli di lavoro di diversi R&D delle Case moto - viste le ultime dirompenti proposte - Kawasaki compresa; perché, se da un lato le heritage Z900RS e RS Café - QUI le nostre prime impressioni di guida - puntano a cavalcare l’ondata neo-classic, trend del momento, è con la Ninja H2 SX che i giapponesi tentano di arare nuovi solchi sul mercato delle due ruote.

L'IDEA PARTE DA UNA SUGGESTIONE: catapultare una delle meccaniche più libidinose degli ultimi anni - il 4 cilindri sovralimentato della Ninja H2/H2R - in un contesto umano, le strade di tutti i giorni, con una promessa di fondo: prestazioni sì, ma anche usabilità e consumi efficienti. E per ottenere un risultato simile - al netto del telaio rivisto per ospitare passeggero e bagagli, cruise control, fari cornering adattivi e tutto il meglio dell’elettronica che si possa desiderare su una moderna SportTouring - è soprattutto sul motore che si è dovuto intervenire in maniera importante e tutt’altro che banale.

CONFIGURARE UN SOVRALIMENTATO per trasformarlo in un’unità potente ma anche gestibile e soprattutto “umano” sul fronte dei consumi, significa infatti tenere in equilibrio diversi elementi. Per ottenere potenza assoluta, sulle sportive H2/H2 R si era tenuto basso il rapporto di compressione: 8,5:1. Una soluzione ideale per massimizzare le performance ma... allo stesso tempo anche i consumi. Particolare che, se su una sportiva ha un valore relativo, pesa in maniera diversa su un mezzo destinato alle strade di tutti i giorni.

LA NECESSITA' DI RENDERE MENO ASSETATO IL PROPULSORE, quindi, ha persuaso i tecnici Kawasaki a variare il rapporto di compressione della versione del 4 cilindri destinato alla SX, portandolo a 11,2:1. Dopodiché, per bilanciare e riequilibrare le “forze” incrementando i bassi regimi, oltre al compressore centrifugo rivisto nella sua logica di funzionamento, si è deciso di far leva su tempi più brevi per l’apertura delle valvole e per la sincronizzazione delle camme: in questo modo, il 4 cilindri 1.000 giapponese riesce ad offrire valori di coppia molto elevati ai medio/bassi regimi (da mezzo di cilindrata maggiore) e performance muscolari. Un minore flusso di aspirazione, infine, rende la potenza più gestibile (risultato cui contribuisce anche l'elettronica di bordo).

Una moto dal fascino fuori dal comune, la nuova Kawasaki Ninja H2 SX, che non vediamo l’ora di testare… rimanete connessi!