Realizzare un guanto che le possa proteggere adeguatamente, assicurando al contempo la sensibilità necessaria è cosa assai complessa, a maggior ragione se per riparare da freddo e pioggia viene dotato di materiale isolante e di una membrana impermeabile. Si spiega così il costo dei guanti, spesso superiore ai 100€. 
Ecco qualche consiglio per non sbagliare l’acquisto di un guanto imbottito invernale.

IL GUANTO DA CITTA' - Un guanto “cittadino” da impiegare per il casa ufficio necessita di essere soprattutto pratico da indossare, con protezioni che possono essere morbide su palmo e dita. Anche l’imbottitura sarà leggera dato che ci si muove per brevi tratti, magari con scooter iperprotettivi. Utile ma non indispensabile il cinghietto sul manicotto, che ne limita lo scalzamento, ma che in città si traduce in un inutile orpello se il guanto va indossato e tolto spesso.
Un esempio di questo può essere il guanto AXO North WP.

IL GUANTO DA TURISMO - Il guanto pensato per il turismo a lungo raggio dovrà avere un’imbottitura più pesante per resistere più a lungo a temperature estreme e anche le protezioni, dato che si affronteranno lunghi tragitti autostradali e quindi alte velocità (con potenziali rischi connessi) debbono essere maggiormente estese. Così, oltre che sul palmo, meglio avere inserti rigidi sulla parte esterna del guanto, nella zona del manicotto (quella che sale verso il polso per intenderci) che dovrebbero evitare danni alla mano se rimane sotto al manubrio in una scivolata. Poi ci sono le dita che sul loro dorso possono avere cuscinetti di diversa forma e materiali atti a proteggerli. Infine il “paranocche”, un guscio che può essere in materiale plastico, carbonio o addirittura in titanio a protezione della parte mediana superiore della mano. Di norma per un guanto simile la sensibilità viene messa un po’ in secondo piano a favore di coibenza e impermeabilità. 
Un esempio di questo tipo può essere rappresentato dal Dainese X-Travel Gore-Tex.

Tra tutti quelli che abbiamo avuto modo di provare sul fascicolo di INMOTO di Gennaio 2017, ci ha colpito il modello Apex Drystar di Alpinestars, che ha un accorgimento molto interessante: l’imbottitura nella zona interna di dita e palmo è ridotta nello spessore a tutto vantaggio della sensibilità, mentre è maggiore sul dorso, maggiormente esposto alle intemperie e per questo soggetto a dissipare calore. Grazie a questo piccolo “stratagemma”, il guanto riesce così a compendiare perfettamente coibenza e sensibilità.

DETTAGLI DA VALUTARE - In generale quando compriamo un guanto dobbiamo tenere in considerazione le dotazioni della nostra moto: estesi paramani e manopole riscaldate possono alleviare e di molto la sensazione di freddo alle mani, anche se si tratta sempre di un fattore soggettivo ed individuale.
I guanti da turismo possono essere realizzati interamente in pelle (bovina, caprina, ovina, canguro), in tessuto o in un mix dei due. Per “tessuto” si intende un filato in nylon che può avere diverse densità che ne determinano caratteristiche di resistenza e peso. Quando si parla di “doppio manicotto”: significa che nella zona del polso si trovano 2 strati di tessuto. Il primo va impiegato tra la pelle e la manica, il secondo sopra la giacca. Questo riduce spifferi e infiltrazioni ma il maggior volume può creare impiccio. In certi modelli è presente una sorta di “tergicristallo” in gomma per pulire la visiera dalla pioggia, in altri casi troviamo pelle scamosciata posizionata al medesimo scopo. 
Infine molti guanti sono oramai aggiornati alla nostra esigenza di “iperconnesione digitale”, essendo provvisti di inserti sui polpastrelli che consentano di usare i touch screen di smartphone, tablet e navigatori GPS, senza la necessità di toglierli.
Buon viaggio!!