Sorge di nuovo il sole in terra di Sardegna e un’altra splendida giornata prende il via. Terminata la colazione, non perdiamo tempo prezioso e, con le moto abbondantemente impolverate, ci dirigiamo verso Marceddì, pittoresco borgo di pescatori (soprattutto di vongole veraci, che si trovano numerose nello stagno che circonda le case). Qualche foto e ripartiamo attraversando il suggestivo ponte costruito dall’Aviazione Militare per accedere al radar situato sulla costa, per poi inerpicarci sulle pendici di un monte, lungo una serie di sentieri forestali fino ad arrivare sulla vetta: qui, il panorama che domina la costa ci lascia letteralmente senza fiato.

ANTICHE MINIERE - Riprendiamo i sentieri che in questo tratto non presentano nessuna difficoltà, grazie all’umidità della notte che evita il formarsi di polvere e aumenta l’aderenza delle gomme. Raggiunta la provinciale, l’obiettivo successivo è Montevecchio con le sue affascinanti miniere abbandonate. Pausa pranzo, e via con la polvere che torna protagonista. Il percorso si snoda attraverso case e strutture ormai ridotte a scheletri. Ai tempi d’oro delle miniere, erano per lo più abitate dagli operai e dalle loro famiglie trasferitesi in questi luoghi. Proseguiamo con un buon ritmo, il fondo non presenta particolari problemi. Intanto in lontananza iniziano a comparire le dune di sabbia di Piscinas, un deserto in Sardegna.

GUADO NON TI TEMO - In queste prime giornate di viaggio, i partecipanti al nostro raid hanno migliorato molto le tecniche di guida in fuoristrada, tanto da affrontare il fondo sabbioso (sempre insidioso) con grande disinvoltura; e questo ci rende orgogliosi… il gruppo supera brillantemente persino alcuni guadi. Il Rientro avviene lungo la bella strada costiera che attraversa Torre dei Corsari; e a fine giornata, una doccia calda per lavare via la polvere è davvero la benvenuta.