Le ultime vittorie firmate da motocicliste donne hanno scatenato un grande interesse negli spettatori e nei media, caduti dalle nuvole, come se fino a ieri non sapessero della loro esistenza. Ma si sa che il pubblico è attratto da chi vince, un po’ come chi diventa famoso solo dopo essere morto. Invece, di donne veloci in moto ce ne sono, e anche parecchie: donne che gareggiano nella velocità, nel motocross oppure nel trial. C’è chi, vivendo in Paesi non ancora del tutto evoluti da un punto di vista motociclistico, lotta per poter guidare, altre ancora che semplicemente partono senza fare troppo rumore, per girare il mondo. 

DALLA HONDA AL MONDO - È il caso della polacca Kinga Tanajewska, che tra le pagine di “On her bike” racconta il suo diario di viaggio. Una passione, quella per le moto, nata quando era piccola, poi la svolta è arrivata subito dopo il diploma, quando i suoi genitori le hanno regalato una Honda CB450. 
Kinga è poi diventata ingegnere e per lavoro si è trasferita in Australia, dove ha deciso di iniziare il suo tour girando tutto il continente in sella alla sua BMW F800GS, che ha “ribattezzato” Chillie. Ora ha intrapreso un altro viaggio, quello che – iniziato l’11 aprile – attraverso la Corea del Sud e la Russia estrema l’ha portata fino a Istanbul. 
«Il mio viaggio – racconta – è iniziato con dieci giorni in Corea del Sud, dove di solito quel tempo è sufficiente per visitare il Paese, invece ho impiegato moltissimo per spostarmi, poichè ci sono parecchie montagne e le strade sono strette e popolate da molte persone».  
 
VIAGGIO DURO - Un viaggio all’avventura passato attraverso non poche difficoltà: «Quando sono salpata dall’Australia verso la Corea – prosegue – la compagnia che mi ha aiutato nell’equipaggiare la mia moto si è dimenticata di darmi giacca e pantaloni, così una volta arrivata nella parte più estrema della Russia ho patito il freddo, perché c’erano -15°, fortunatamente una famiglia del posto mi ha ospitato».  
Il viaggio di Kinga sta proseguendo: un tour difficile che mette ogni giorno a dura prova la rider che però non demorde, perché viaggiare in sella a una moto è la sua passione. «Una passione che mi fa crescere giorno dopo giorno». Un’altra donna fantastica, quindi, di cui non conoscevate l’esistenza, e che senza vincere medaglie né apparire in televisione merita ugualmente l’appellativo di grande motociclista, degna di essere ammirata.