PORTIMAO - A noi europei la 8 Ore di Suzuka può sembrare una gara come un’altra ma per le Case giapponesi la vittoria di quella corsa (un evento importantissimo nel Paese del Sol Levante) vale quanto la conquista del mondiale MotoGP! Non a caso, alla 8 Ore di Suzuka la Honda ha sempre schierato una Fireblade stratosferica, decisamente più performante rispetto a quella usata nel mondiale Superbike, dove invece la Honda non è presente in forma ufficiale. Da due anni sul gradino più alto della 8 Ore di Suzuka sale la YZF-R1 e la nuova CBR1000RR Fireblade nasce con l’obiettivo di riportare la Honda davanti alla Yamaha. Ecco perché, insieme alle versioni standard e SP, la Honda ha costruito anche la SP2 (non disponibile in questo primo test), la base sui cui saranno allestite le moto da corsa. 

ESTREMA MA PUR SEMPRE HONDA - La filosofia costruttiva delle nuove CBR1000RR (la standard e la SP) in parte segue le tendenze del momento, che hanno trasformato le supersportive di serie in delle moto da corsa con la targa, i fari e le frecce; in parte, però, le nuove Fireblade restano fedeli al modo di pensare della Honda, che, quando non si parla di corse, ha sempre progettato le sue moto pensando a numerose tipologie di utilizzo e di utenti. Per spiegare questo concetto basta analizzare il funzionamento della nuova elettronica, nata per rendere le CBR1000RR più sicure, non più veloci. Così, ad esempio, il controllo di trazione e l’anti impennamento lavorano insieme; non è possibile modificare questi parametri in modo indipendente, pertanto, per ridurre l’impennamento della moto bisogna incrementare il livello d’intervento del controllo di trazione, che, come sulle moto stradali, quando interviene in modo invasivo resta attivato per qualche secondo.

BASTA POCO PER CORRERE - A differenza del passato, però, la meccanica (telaio, forcellone, distribuzione dei pesi, motore e cambio) delle nuove CBR1000RR è stata pensata per migliorare i tempi sul giro, semplicemente modificando quei “dettagli stradali” di cui abbiamo parlato. In pratica, per trasformare le nuove Fireblade in delle SBK bisognerà acquistare il kit racing, nel quale, ad esempio, sarà possibile intervenire sul controllo di trazione e sull’anti impennamento in modo indipendente. Però, per fare funzionare al meglio questo kit serviva una base tecnica inedita, più estrema rispetto a quella fino ad ora utilizzata.

HONDA CBR1000RR FIREBLADE: ARTE MODERNA

L’AVANTRENO RICORDA QUELLO DELLA RC213V-S - In circuito, il feeling trasmesso dalle supersportive Honda è elevato. Merito di un avantreno molto stabile e preciso (la migliore dote di questa moto), che però non rende le Fireblade lente nei cambi di direzione, dove basta pensare per curvare. Nella fase d’inserimento in curva le CBR1000RR ricordano la RC213V-S, perché, quasi come la MotoGP replica, riescono a raggiungere velocemente il punto di corda della curva facendo capire al pilota cosa sta accadendo tra la ruota anteriore e l’asfalto. Anche in accelerazione si riscontrano buone sensazioni, anche se la trazione non è il punto di forza di questa Honda, con cui, però si riesce a percepire facilmente il momento esatto in cui il pneumatico inizia a perdere aderenza, riuscendo a sfruttare tutto il grip a disposizione. 

IL MOTORE SPINGE FORTE MA NON FA PAURA - Il motore spinge forte ma non mette paura, perché ai bassi e medi regimi l’erogazione è corposa ma molto fluida. Si ha l’impressione di guidare un propulsore con un albero motore piuttosto pesante, però, nonostante un rapporto finale un po’ lungo, la velocità sale rapidamente e agli alti regimi il quadricilindrico giapponese diventa aggressivo, cambiando anche la voce, rauca e caratteristica. In sella non si ha la sensazione di andare forte ma la velocità massima raggiunta (prossima ai 280 km/h effettivi, un dato degno di nota, a Portimao) dimostra il contrario e spiega che le Fireblade non mettono in difficoltà il pilota ma a livello prestazionale hanno fatto un importante salto di qualità. Altra nota positiva, il cambio (dotato del quickshifter che funziona sia in accelerazione, sia in scalata), il migliore della categoria, perché caratterizzato da un incredibile precisione degli innesti.

FREDDIE SPENCER: "FAST" ANCHE SULLE NUOVE FIREBLADE!

ÖHLINS O SHOWA? VALIDE ENTRAMBE - A livello di sospensioni c’è molta differenza tra le due versioni. Sulla standard ci sono delle Showa meccaniche; sulla SP delle Öhlins semi-attive, la cui taratura può essere modificata sia manualmente, sia attraverso un sistema semi-automtico. Va detto che le sospensioni Showa, pur non offrendo queste possibilità d’intervento, hanno un ottimo rendimento, soprattutto nei tratti sconnessi, dove hanno dimostrato di possedere un’ottima capacità di “digerire” le malformazioni dell’asfalto. L’unica nota stonata riguarda la protezione aerodinamica, piuttosto scarsa. Il nuovo cupolino è strettissimo e il plexiglass minimale. Per questi motivi, in rettilineo è difficile trovare riparo dall’aria e, dato che le pedane sono montate in posizione avanzata e l’imbottitura della sella è scivolosa, alle alte velocità ci si ritrova appesi ai semimanubri.