Cinque moto da corsa, tutte simili ma tutte diverse. Una prova dietro l’altra: è qualcosa di molto simile ad un orgasmo! Se la S1000RR stradale è una bellissima donna, le sue evoluzioni pistaiole sono modelle. E se le evoluzioni pistaiole sono modelle, la SBK è una pornostar. Scusate la volgarità della metafora ma è proprio così. 

GUIDA LEI - Potremmo raccontarvi che la STK Althea campione del mondo di De Rosa è una lama di un coltello che passa nel burro caldo: basta pensare di fare una curva per raggiungere il punto di corda con una velocità pazzesca. Il dubbio che sia lei a guidare è lecito...

I CONSIGLI DI TORRES - Potremmo raccontarvi di cosa mi ha detto Jordi Torres appena mi sono avvicinato alla sua moto: “Non fare il frocione e apri tutto il gas in uscita di curva, sennò non funziona”. Potremmo, certo ma quello che vogliamo dirvi è che le moto da corsa restano davvero molto diverse da quelle stradali. Performanti ma pur sempre stradali. 

AI CONFINI DELLA REALTÀ - Le emozioni che si provano a bordo sono decuplicate, centuplicate... Le S 1000 RR da corsa sono un’altra roba, insomma. La differenza fondamentale è che più si va forte, più vanno bene. Stanno in pista, nel senso che potete spingere quanto volete ma se all’ultimo vi accorgete di essere un pelino lunghi, con queste moto riuscite a stare dentro. E con ampio margine. Nel mondo reale questo non succede.

LA REGINA DELL'ISOLA - Dovessimo fare una classifica, SBK a parte perché è proprio un’altra roba, la nostra preferita è la Tyco S 1000 RR SBK, campionessa all’Isola di Man. È leggera, ha una frenata dolcissima ma puntualissima e un acceleratore che sembra collegato direttamente al cervello!

RESTATE COLLEGATI - La SBK Endurance, la SBK del CEV, la STK di De Rosa hanno tutte il nobile sangue delle corse che scorre nei loro componenti. E si sente, eccome se si sente. Ora però non possiamo raccontarvi di più. L’emozione (e che emozione...) è ancora troppo fresca. Troverete la seconda parte test su inmoto.it e il resoconto completo di questa esperienza sul prossimo numero di In Moto. Sempre che nel frattempo smetteranno di tremarci le mani...