Yamaha SR 400: un salto nel tempo

Yamaha SR 400: un salto nel tempo
La Yamaha SR 400 è una vera moto classica... guidarla fa riaffiorare splendidi ricordi

Redazione - @InMoto_it

La Yamaha SR è una moto fuori dal tempo, più delle altre con il fanale tondo e le cromature, più di tutte. Lei, la SR con i nostri squattrinati tempi moderni non ha nulla a che fare.Certo, al posto del buon vecchio Mikuni c'è un più preciso iniettore ma... poi? Quel monocilindrico li non è lo stesso di una volta? Preciso. Con la sua bella coppia di valvole, le alette di raffreddamento, l'accensione a pedivella, anzi, proprio a calci. Le prime versioni della SR condividevano il motore con la XT (da 500 o 400 m3) ma avevano già l'accensione elettronica. Un bel vantaggio. Le puntine sono un'altra cosa: me lo ricordo bene... quanti contraccolpi ho preso! Bastava qualche grado, una scintilla di troppo nei contatti e... ciao, dovevi appellarti a tutti i santi per non lasciare la rotula attaccata al manubrio. Qui no, anzi, qui meno. Almeno quello. Perché il monocilindrico bisogna saperlo prendere, bisogna capirlo e conoscerlo.Un po' di pratica, poi tutto accade in automatico: si cerca la compressione, un giro con il dito sull'alzavalvole e poi... giù, decisi. L'ho aperto più volte il motore della mia XT (che è identico). So perfettamente che dimensioni ha il pistone (e guardate che quello della 400 è identico, cambia solo la corsa). Lo so perché quello che ho cambiato a 70.000 chilometri lo tengo sulla scrivania come posacenere. La meccanica di questo motore è sovradimensionata: non la romperete mai e poi mai. Vi farà dannare nelle partenze a caldo, non riuscirete mai a levarci quel ticchettio di valvole che accompagna ogni viaggio e ronza nella testa. Ma potrete farci il giro del mondo, certi di arrivare a destinazione. Non è poco. Potete giocarci, con il monocilindrico della SR. Come si faceva un tempo con il motorino: scegliere, a poco a poco dove intervenire, cosa modificare. Sulla mia XT avevo montato una pompa dell'olio maggiorata, i passaggi esterni, il filtro dell'aria, nuovi bilancieri delle valvole, il collettore di aspirazione, lo scarico... Il catalogo di Kedo in mano... e un po' alla volta... Poi arrivava a casa il cartone e con gli articoli ordinati anche qualche rotella di liquirizia. Un Natale da grandi. Ora arriviamo al punto. Ha senso, nel 2014, proporre una moto così? A 5.990 Euro? Ognuno tragga le sue conclusioni. Per me è stato un salto nel tempo, sarò di parte. Prossimamente, su InMoto, troverete la prova completa. Federico Garbin [gallery ids="5590,5589,5588,5587,5586,5584"]

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