Più prestazioni, maggiore comfort, stesso fascino. Rispetto all’ultima V7 III, il model year 2021 compie un importante passo avanti, che innalza il progetto ad un livello di sviluppo inedito. Per Moto Guzzi, la V7 è un modello strategico, che soprattutto di recente ha saputo regalare diverse soddisfazioni in termini di vendite. Un autentico monumento alla classicità su due ruote, che da oltre cinquant’anni perpetua il concetto di moto nella sua forma più pura: un faro tondo, un manubrio, un serbatoio, un motore, due ruote. Ma la sfida alla modernità passa anche dalla capacità di saper innovare i propri valori, arricchendoli di contenuti tecnologici che sappiano soddisfare gli appassionati di oggi.
Due le versioni previste: la Stone, oggetto di questo test, caratterizzata da particolari estetico/funzionali più contemporanei (come i fari full LED, la luce diurna DRL con l’aquila stilizzata al centro, la strumentazione digitale, e i cerchi a razze in alluminio); e la Special, con  linee più eleganti, ed elementi dallo spiccato accento classico, come i particolari cromati, la strumentazione analogica, le ruote a raggi e un proiettore alogeno anteriore, che più “classic” non si può.

MOTO GUZZI V7 STONE 2021: COM’È FATTA

Al netto di queste differenze, la base tecnica è però la stessa, e ruota attorno al nuovo motore strettamente derivato dall’unità a bordo della V85 TT (QUI la nostra prova). Un bicilindrico a V trasversale di 90° raffreddato ad aria, di 853 cm3, con distribuzione ad aste e bilancieri a due valvole per cilindro. Rispetto alla precedente V7 III, il salto è netto: la potenza massima passa da 52 a 65 CV; da 60 Nm (a 4250 giri/min) a 73 Nm (a 5000 giri/min), il picco di coppia, con oltre l’80% del valore già disponibile a 3000 giri/min. Contenuti, i consumi dichiarati: grazie al capiente serbatoio da 21 litri, l’autonomia stimata è superiore ai 400 km.

Il basamento del motore più rigido è frutto di un nuovo disegno; la lubrificazione è a carter semi secco e utilizza due pompe coassiali (una di mandata e l’altra di recupero dell’olio). Uno degli aspetti di maggior rilievo è la distribuzione, dotata di punterie a rullo e astine di comando dei bilancieri in alluminio. Il controllo motore sfrutta un singolo corpo farfallato Marelli dal diametro di 38 mm, con comando del gas meccanico di tipo tradizionale (quindi non ride-by-wire, come sulla V85 TT). Anche il cambio a innesti frontali è stato rivisto, per una maggiore fluidità e precisione; è presente, inoltre, un inedito sistema di sincronizzazione a tripla asola, per ridurre al minimo il rumore negli innesti. La trasmissione finale sfrutta un albero cardanico a doppio giunto disassato, di dimensioni generose e dalla robusta coppia conica per gestire al meglio i maggiori valori di coppia di questo bicilindrico. Nuovi anche i tubi di scarico, mentre di serie, sulla V7, non manca il controllo di trazione MGCT, regolabile su due livelli e disinseribile. Quest’ultimo, inoltre, ha la peculiarità di poter ricalibrare la circonferenza dello pneumatico posteriore, compensando l’eventuale usura o l’impiego di profili diversi da quello di primo equipaggiamento, così da garantire sempre un intervento preciso.

MOTO GUZZI V7 STONE 2021: LA CICLISTICA

Rispetto al modello uscente, per bilanciare l'aumento delle prestazioni, si è intervenuti anche sul telaio, rendendolo più rigido, e il forcellone ha ora dimensioni maggiorate. In generale, si è cercato di mantenere la tipica guidabilità e agilità delle V7, ma con una maggiore stabilità. Missione, a cui contribuisce anche la nuova ruota posteriore di seziona maggiorata: 150/70 al posto della precedente 130/80. 

Altri upgrades hanno riguardato il comfort. In particolare, sono stati spostati gli attacchi dei nuovi ammortizzatori Kayaba regolabili (di dimensioni ed escursione maggiori), montati ora più inclinati in avanti. Il tutto, per favorire la capacità di assorbimento delle imperfezioni stradali, grazie a una risposta più progressiva. Si segnala anche la nuova sella a doppia altezza, ora più imbottita (soprattutto la porzione dedicata al passeggero).
La frenata anteriore sfrutta un impianto Brembo. Come gomme di primo equipaggiamento, sono state scelte le Dunlop Arrowmax Streetsmart.

MOTO GUZZI V7 STONE 2021: COME VA

Una volta a bordo si ritrova tutta la naturalezza da sempre tipica di questo modello. A partire dall’ergonomia di guida invariata, che sfrutta una triangolazione sella-manubrio-pedane adatta a piloti di tutte le taglie: si sta col busto dritto, il manubrio correttamente distanziato dal corpo, le ginocchia piegate il giusto. Sensazioni piacevolmente “easy go”, a cui contribuisce anche un livello di vibrazioni più basso, grazie ad appositi supporti per le pedane; ma soprattutto, il buon lavoro svolto dalle nuove molle Kayaba nell’assorbire buche e asperità.
A cambiare in maniera radicale, invece, è la percezione prestazionale. Pur rimanendo un mezzo sostanzialmente facile, e adatto anche a chi inizia, l’inedita verve del nuovo “otto e mezzo” passa senza filtri, forte e chiara, dal polso destro alla ruota posteriore. Il bicilindrico è molto elastico, e riprende bene, dalle basse velocità, anche nelle marce più alte; ma è l’erogazione ad apparire ben più vigorosa lungo l’intera scala del contagiri. Con un piacevolissimo colpo di reni, che dai 5.000 circa indicati, regala un ultimo ruggito di gusto fino all’intervento del limitatore.

Tra le curve, durante questo primo contatto, l’agilità della V7 è apparsa piuttosto buona - si tratta pur sempre di una classica - con cambi di direzione veloci il giusto, e discese in piega omogenee. Complice l’appoggio maggiore fornito dalla nuova gomma posteriore, e il buon feeling generale, non manca poi la voglia di osare. Quest’ultima, interrotta solo dalle pedane che grattano l’asfalto; ma siamo ben oltre il normale range di utilizzo di un mezzo di questo genere. Per ottenere arresti decisi, infine, meglio strizzare a fondo la leva del freno. 

MOTO GUZZI V7 STONE 2021: CONCLUSIONI

Perfetta per chi inizia, adatta anche ai più esperti. Più matura, più prestazionale, più confortevole. Il giudizio, dopo questo primo assaggio in sella alla V7 Stone, è più che positivo. Un mix di conferme e sensazioni inedite, che permette alla “otto e mezzo” di Mandello di rilanciare forte in un segmento, quello delle classiche, dove sempre più, oltre alla fascinazione estetica, contano doti motociclistiche e divertimento di guida.

MOTO GUZZI V7 STONE 2021: COLORAZIONI E PREZZI

Oltre all’Arancione Rame dell’esemplare in prova, la V7 Stone è proposta in Nero Ruvido, Azzurro Ghiaccio e nella speciale grafica Centenario (con logo e scritte dorati, serbatoio grigio, sella marrone, fianchetti e parafango verdi). Quest’ultima costa 9.040 euro f.c.; qualcosa in più rispetto alle altre Stone, vendute a 8.840 euro.