La rinascita di MV Agusta è punteggiata dall’arrivo di un paio di nuovi entusiasmanti modelli. Non c’è dubbio che quello più ammirato esia la Superveloce 800, moto dall’aspetto stupendo e sorprendente, una miscela unica di vecchio e nuovo, classico e moderno. Un finale col botto per il suo creatore Adrian Morton che ha costantemente sostenuto l’azienda nel corso degli anni lavorando in modo eccellente sul design dei vari modelli. Regalando al mondo prodotti spettacolari.

MV AGUSTA SUPERVELOCE 800: MISS ELEGANZA

Basata sulla piattaforma F3 800 Supersport a tre cilindri, la Superveloce è stata esposta per la prima volta come concept model all’EICMA di Milano nel novembre 2018, dove è stata scelta come “La motocicletta più bella del Salone”. MV Agusta è stata poi invitata ad esporre la moto il maggio successivo al prestigioso Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, dove ha vinto il primo premio nella categoria Concept Bike. Quello stesso fine settimana MV ha aperto il suo portafoglio ordini on-line affinché i clienti prenotassero i 300 esemplari della produzione in edizione limitata della Serie Oro, venduti in sei giorni. All’ultimo EICMA accanto a questo modello in edizione limitata, MV Agusta ha presentato la versione base della moto con un aspetto altrettanto allettante, mezzo che abbiamo avuto modo di provare in anteprima.

MV AGUSTA SUPERVELOCE 800: FASCINO IMMUTATO

L’industrializzazione, come era facile supporre, ha comportato inevitabilmente dei sacrifici. La carrozzeria, per iniziare, è realizzata in fogli di plastica sottile anziché in fibra di carbonio come sulla Serie Oro, un limite che secondo il progettista Brian Gillen comporta solo una penalizazione di 1,5 kg.
Il monobraccio è in alluminio pressofuso, verniciato bronzo sull’Oro e nero sulla versione base, così come i cerchi a sei razze sempre in alluminio pressofuso. Il sistema di scarico racing firmato SC Project, con due tubi da un lato e uno dall’altro, lascia il posto a un più tradizionale 3-1-3 “Morton organ” sovrapposto completo di powervalve: anche con le modifiche nel design della presa d’aria anteriore le prestazioni sono identiche a quelle della F3 800, con 148 CV a 13.000 giri. Il motore non ha subito modifiche fatto salvo per la fasatura della distribuzione e ovviamente per la centralina Eldor rimappata per fornire più coppia ai bassi regimi. Anche il rapporto di trasmissione finale è stato accorciato, migliorando così la risposta del motore ai medi.

MV AGUSTA SUPERVELOCE 800: IN SELLA

Rivela immediatamente una posizione di guida leggermente più accogliente e persino più confortevole rispetto a quella racing della F3. Il manubrio è stato rialzato di 18 mm e spostato un po’ più indietro (6 mm); il piano di seduta è effettivamente più basso. "Abbiamo abbassato la sezione della coda di 15 mm per accogliere meglio il pilota sulla moto", ci dice Brian Gillen, Direttore tecnico di MV.

Questo si traduce in minor carico sui polsi e sulle spalle, rendendo la Superveloce più adatta alla guida rilassata su strada. A ciò contribuisce anche l’elettronica (ECU) che rende questa MV più accessibile, persino dolce nel modo in cui offre le sue prestazioni. Anche il Powershifter a due vie montato sul comando del cambio funziona davvero bene, e non è così sensibile come altri installati su altre moto MV. Va comunque detto che nella Superveloce il ricorso al cambio è minore visto che la spinta del motore è già notevole dai 5.000 giri, rendendo la moto facile da guidare.

Se si cercano emozioni, basta superare la soglia dei 7.000 giri, dove sono già disponibili 72 Nm di coppia; quindi già a metà dell’arco di erogazione la sostanza è davvero tanta. Questo tre cilindri è delizioso e indulgente, ma anche in grado di sparare l’avantreno in aria quando si superano di slancio gli 11.000 giri. Così facendo, l’accelerazione si fa davvero impressionante, ma mai a scapito della guidabilitì, rendendo così piacevole la guida.

MV AGUSTA SUPERVELOCE 800: ISPIRA FIDUCIA

A dire il vero, MV ha preparato anche una modalità di guida Custom per la pista, piuttosto brusca nei chiudi-apri e con un freno motore deciso. La modalità Race riprende gli stessi concetti, tanto che alla fine è la Sport quella ideale per la guida di tutti i giorni, permettendo di sfruttare appieno le caratteristiche della ciclistica derivata dalla F3, il massimo nelle curve veloci e ampie, dove la solidità della forcella gioca un ruolo centrale. Con la Pirelli posteriore di 180 e la geometria dello sterzo relativamente agile, la Superveloce si esalta tra le curve, specialmente quelle da terza/quarta marcia: l’agilità insomma è ottima. Nelle curve più veloci, la moto è all’altezza del suo nome, mantenendo una solidità spettacolare sulla traiettoria impostata.


Il link della sospensione posteriore è  stato rivisto e ora offre una risposta più morbida nella prima parte della corsa, piacevolmente cedevole sulle increspature della superficie stradale. Il comfort è ovviamente relativo, ma la qualità di marcia è notevole. Nonostante l’eccellenza del pacchetto frenante Brembo, di chiara impostazione sportiva, la Superveloce è una moto che premia uno stile di guida pulito. Non richiede il ginocchio a terra, o di usare aggressivamente il doppio disco anteriore e i CV del motore. Suggerisce al contrario di danzare con delicatezza nei cambi di direzione: la Superveloce è una sportiva che premia uno stile di guida più tradizionale e conservatore.

Bimota, pronta la Tesi H2: prime consegne da ottobre