MotoGuzzi e BMW reinterpretano le roadster con gusto classico. Due ricette che hanno ingredienti molto simili: due cilindri, tanta coppia, ciclistica sana (e standard) e poca elettronica. Ma tolti i fanali tondi e i cilindri in bella vista, le differenze tra le due moto sono abissali. Svelta, agile e scattante la tedesca; maestosa e impegnativa l'italiana. Un piacere di guida che va oltre l'aspetto prestazionale (i numeri dei due bicilindrici sono molto simili). La sfida, in questo caso, si gioca tutta sul piano emotivo. I più sfegatati guzzisti hanno difeso a spada tratta la creatura lariana e, cercando di tenere alto lo stendardo nazionale, hanno inveito contro i cugini: "L'hanno copiata!". Non è così: ognuna delle due moto porta infatti con sé una bella fetta della storia delle due case, raccontando qualcosa di diverso. La NineT (qui la scheda tecnica) è arrivata al momento giusto, quando i riflettori erano puntati sul vintage, sulla personalizzazione seriale e sulla ricerca nel mondo delle due ruote di un ritorno alla purezza e ad un fascino senza tempo. La Griso (qui la scheda tecnica) aveva invece anticipato i tempi, forse troppo, non raggiungendo il successo che davvero si meritava. Tant'è che però... Dopo 10 anni dalla presentazione la Guzzi è ancora qui, pronta a combattere ad armi pari (o quasi se si guarda all'elettronica) con la ruggente tedesca. Guardatele! Non vi suscitano nessuna emozione? Guidarle poi è anche meglio, ma dipende da cosa andate cercando. La facilità, per un motivo o per l'altro, non è affar loro. Ma tra le curve sapranno regalarvi ben più di un sorriso. Le modalità con cui lo fanno sono però opposte. Se volete scoprire tutto non vi resta che leggere la prova completa sul numero 2 di InMoto, in edicola dal 25 di Gennaio. Federico Garbin