Moto eleganti, belle, sempre più attrezzate e tecnologiche... ma davvero abbiamo bisogno di tutto questo? Secondo “What bike are you” assolutamente sì! Un progetto del tutto nuovo e originale, una factory gestita da Armando Bechi che si avvale di un vero e proprio team di esperti del settore per trasformare alcune particolari moto in veri e propri capolavori d’arte.

7V PEPLO - Come una moto Guzzi V7 Café Classic trasformata in una Lady biker: un bianco luccicante ammorbidito da linee rosse sottili che ricordano volutamente il Peplo, l’abito tradizionale che le donne indossavano nell’Antica Grecia. Un look sofisticato per un connubio unico che va a unire la bellezza di per sé innata di una moto a quella femminile. Ma oltre a essere bella, questa moto possiede caratteristiche utili ad essere guidata come si deve: peso contenuto, altezza giusta, frizione morbida e guidabilità buona anche in città, sebbene imponga di stare un po’ schiacciati.

SI SNATURA IL CONCETTO DI MOTO? - Fin qui sembrerebbe tutto nella norma e chi ha progettato questa moto non ha lasciato nulla al caso, perché ha puntato al top includendo accessori e comodità che, seppur pensate per le signore e per un target molto alto, a mio avviso vanno un po’ a snaturare ciò che di bello sanno offrire le moto. Parlo di quella sensazione un po’ rude e intrattabile che ogni moto riesce a generare cavalcandola.

DOTAZIONE "OVER" - Tra queste caratteristiche, di certo, non sono presenti la sella e le manopole riscaldate, il piccolo portaoggetti nascosto sotto il codino e, aprite bene le orecchie, la presa USB (come cavolo si fa a ricaricare il cellulare mentre si va in moto? E quando scendi che fai, lo lasci sulla sella e te ne vai?), l’indicatore di marcia (i miei occhi lacrimano all’idea di vedere e non sentire) e il controllo di trazione regolabile, utile ma non indispensabile.

Infine, il motore rivisto in modo da essere più “morbido”. Ecco fatto, sicuramente se deciderete di comprarne una, avrete tra le mani un vero gioiello in fatto di stile, per quanto riguarda la parte accessoristica continuo invece a pensare che sia un po’ eccessiva. In fondo, che si tratti di uomini o di donne, la moto piace per il suo stile ribelle, per la sensazione di libertà che comunica soltanto guardandola. E in sella, a parte lo stile di guida che può cambiare a seconda del sesso, siamo tutti uguali.