Motor Bike Expo 2026: 5 cose da non perdere a Verona nel weekend

William Toscani
Pubblicato il 22 gennaio 2026, 22:37 (Aggiornato il 26 gen 2026 alle 10:42)
Al Motor Bike Expo di Verona oltre agli stand carichi delle novità in vista della stagione alle porte va in scena anche uno spettacolo di quelli da non mancare. Qui la moto non è solo un mezzo di trasporto, ma un pretesto per esagerare, stupire e spingersi oltre limiti immaginabili. Tra padiglioni tematici e aree esterne, MBE 2026 è un concentrato di creatività estrema, motori urlanti e idee fuori scala, dove convivono lusso, gare impossibili, arte urbana e passione pura.

Motor Bike Expo 2026: Oro, cavalli e zero senso della misura
Tra le presenze più curiose c’è una Suzuki Hayabusa rifinita in oro vero, non una vernice luccicante ma metallo prezioso applicato a una delle moto più icnoniche mai prodotte. Arriva dagli Emirati Arabi Uniti ed è la dimostrazione che, al Motor Bike Expo, l’eccesso è una virtù. Qui la domanda non è “perché?”, ma “perché no?”. È una moto che non chiede di essere capita, ma semplicemente ammirata… possibilmente con gli occhiali da sole.
Maxi enduro contro il mondo
All’esterno la situazione si fa seria, anzi durissima. La nuova pista di Hard Enduro in versione urban mette alla prova le moto su ostacoli che sembrano progettati apposta per farle soffrire: tronchi, pietre, tubi e passaggi improbabili. Il bello? Non si tratta solo di monocilindriche leggere, ma anche di maxi enduro e bicilindriche da oltre due quintali. Uno spettacolo che promette divertimento.
Freestyle: qui le moto volano davvero
Il consueto spettacolo del Freestyle di Motocross punta a trasformare l’aria sopra Veronafiere in un parco giochi verticale. I piloti della crew Daboot, guidati da Vanni Oddera, eseguono salti e rotazioni che sfidano la fisica e la prudenza. Backflip, atterraggi chirurgici e applausi a scena aperta, il tutto condito da un’anima speciale: la mototerapia, che rende questo show uno dei momenti più potenti anche dal punto di vista emotivo.

Custom estremo, arte e vibrazioni underground
Dentro i padiglioni il livello di curiosità non scende, cambia solo forma. Spicca la Harley-Davidson “Nike – La Dea della Vittoria”, una creazione artigianale unica al mondo che sembra uscita da un mito greco reinterpretato in chiave metallica. Poco distante, una hot rod Ford del 1932 pronta per Bonneville ribadisce che qui l’America è di casa. E se non bastasse, l’area Urban Culture mescola moto custom, tatuaggi, graffiti, skate e DJ set: un concentrato di creatività che dimostra come la cultura motociclistica sappia parlare molte lingue.
Motorini, storia e follia collettiva
Il lato più imprevedibile arriva con la Crazy Ride, la parata dedicata a scooter, moped e cinquantini. Niente velocità, solo prove di... lentezza, abilità e spirito goliardico. È il momento in cui il pubblico smette di guardare e sale in sella. E poi il salto temporale: dalle moto degli anni '70 del Top Mountain Motorcycle Museum alle celebrazioni Ducati, fino alle anteprime più fresche del 2026. In pochi passi si viaggia tra passato (glorioso) e futuro.

Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

