Francesco Agnoletto: “Motor Bike Expo punto d’incontro di chi vive il motociclismo”

William Toscani
Pubblicato il 21 gennaio 2026, 18:12 (Aggiornato il 22 gen 2026 alle 11:11)
Il Motor Bike Expo si conferma il luogo dove chi ama le moto si incontra e le vive. Per 32 anni ha unito appassionati, produttori e artigiani, offrendo uno spazio unico in cui potersi confrontare direttamente con il mondo delle due ruote, senza filtri e con pura passione. Ne abbiamo parlato con Francesco Agnoletto, organizzatore e co-fondatore dell’evento scaligero.
Qual è la visione che guida l’edizione 2026 del Motor Bike Expo e quali obiettivi vi siete posti come organizzatori?
"In realtà non ci poniamo mai obiettivi rigidi o limiti precisi. Probabilmente è proprio questo che ci ha permesso di essere ancora leader dopo 32 anni: seguiamo il mercato. Da marzo siamo costantemente in giro per il mondo della moto, non solo per lavoro, ma perché lo viviamo davvero. È così che capiamo le aspettative e le direzioni del mercato, soprattutto dal punto di vista dell’utilizzatore finale. Spesso quello che succede l’anno dopo è esattamente ciò che mi sarebbe piaciuto vedere l’anno prima. Non è visione, è sensibilità: se vivi l’ambiente, intuisci le tendenze".
Quest’anno sono presenti 33 Case ufficiali e 700 espositori da venti Paesi. Non male...
"È una conferma. Il Motor Bike Expo esiste da 32 anni, prima a Padova e poi a Verona. È cresciuto, ma la sua natura è rimasta la stessa: essere un punto di contatto diretto tra produttore e utilizzatore finale. Qui non ci sono filtri o mediazioni commerciali. È una manifestazione vera, dove chi usa davvero la moto può dire senza giri di parole se un prodotto funziona oppure no".
Quanto conta il feedback dell’utilizzatore finale in questo contesto?
"È fondamentale ed è senza filtri. Qui qualcuno ti dice 'va benissimo', 'non va', oppure 'mi piace ma migliorerei questo'. È un feedback che non avresti mai altrove. Il distributore ti dà un parere commerciale, l’utilizzatore ti racconta la realtà. Esporre a Motor Bike Expo significa esporsi davvero al giudizio di chi usa il tuo prodotto".
Il motociclista è cambiato nel tempo?
"Il motociclista è evoluto perché è cambiato il mondo. Internet ha azzerato le distanze e il Covid ha accelerato tutto. Si pensava che le fiere sarebbero morte, invece la gente ha ancora più bisogno di vedere e provare. Non a caso sono cresciuti i demo ride".
C’è un messaggio che Motor Bike Expo vuole trasmettere al pubblico?
"Non c’è un messaggio, c’è un momento. Questo evento è il luogo dove chi ama il motociclismo si incontra e lo vive. Anche chi oggi non ha una moto, ma ama questo mondo, qui si sente a casa. Se devo dirlo in una frase: la moto è una gran bella cosa, ma senza l’uomo non è nulla. È l’uomo che diventa motociclista quando sale in sella".
Parliamo delle novità di questa edizione 2026...
"La formula è confermata, ma continua a rinnovarsi. I grandi marchi presenti, nuove aree allestite, spettacoli come il Super Enduro... Per me la fiera deve prima di tutto divertire: se vedo qualcosa e penso 'che figata', allora ci lavoro per portarla qui".
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