EICMA 2021: i cinesi fanno sul serio, e gli italiani approvano

In pre-pandemia parlavamo spesso di "cinesate", ora questo termine è offensivo e non più veritiero. L'ultimo Salone ci ha mostrato come in pochissimi anni di evoluzione i cinesi siano entrati nel mondo motociclistico occidentale dalla porta principale

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 4 dicembre 2021, 15:04

Come cambia in fretta il motociclista!

Quello che "fa strano" è invece quanto l'opinione pubblica e i gusti degli utenti possano cambiare in un tempo altrettanto breve. Prima dell'inizio della pandemia, le moto cinesi erano qualcosa di scopiazzato male, ai nostri occhi, e l'idea di importanti nomi del motociclismo europeo in mano a grossi gruppi industriali cinesi ci faceva rabbrividire. Guardiamoci ora, dopo essere stati a spasso per il padiglioni di EICMA 2021, attratti come calamite dai grandi stand di Zontes, Voge, QJ, CF Moto ecc.

Sembravano più luminosi e interessanti degli altri, dominavano su una miriade di altri stand che passavano in secondo piano. E la calca di persone attorno ai modelli, a commentare la qualità, le soluzioni tecniche ed estetiche, proprio come se fosse un qualsiasi altro brand, di qualsiasi altra parte del mondo. Questi marchi sono ufficialmente diventati parte dei "big", e noi abbiamo cambiato idea in un nanosecondo, riconoscendo la realtà e mettendo da parte campanilismi e malcelati razzismi (motociclisticamente parlando). 

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