È impossibile non prendere a cuore una storia come quella di Vins. Il sogno di un gruppetto di amici, tutti ingegneri, che diventa realtà: si licenziano da una prestigiosa azienda, si rimboccano le maniche e costruiscono una moto. Da zero, motore (250 due tempi) e telaio (monoscocca in carbonio). La chiamano Vins, diminutivo di Vincenzo, il più visionario del gruppo. Provate voi, poi fateci sapere come va. Dopo essersi timidamente presentati all’EICMA di due anni fa con la Vins Duecinquanta, un’incredibile moto da corsa due tempi, oggi sono più in forma che mai e al loro stand compare la Vins EV-01. Una sportiva in tutto e per tutto, che alle esoteriche scelte progettuali della ciclistica abbina una propulsione elettrica.

 

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CUORE ZERO - Sviluppare un motore elettrico e un gruppo batterie in autonomia era troppo anche per loro. In questo caso, i ragazzi di Vins si sono rivolti a Zero Motorcycles, che ha fornito il motore Zero ZF75-5 (non è l’ultima versione utilizzata sulla SR/F). Sia il motore, sia il pacco batterie si sono perfettamente integrati nel telaio monoscocca, rendendo così molto semplice anche progettare una cover-telaio, di fatto una carena protettiva fissata sul dorso (dove siltamente alloggia il serbatoio) che consente l’accesso al vano servizi, oltre che semplificare il caricamento della batteria.

 

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TECH SPECS - Per quanto riguarda i dati tecnici, nulla è ancora definitivo ma qualcosa si può già dire: la Vins EV-01 avrà più di 70 CV, oltre 150 Nm, una velocità di circa 200 km/h e batterie di 14 kWh di capacità (2,5 ore per la ricarica completa con il caricatore rapido, 9,8 ore con ricarica standard). La cosa sorprendente è che, nonostante la propulsione elettrica, la Vins EV-01 è leggera come l’aria: sono dichiarati meno di 170 kg. Risultato possibile grazie all’estrema ratio con cui è stato progettato ciascun componente e il largo uso di fibra di carbonio (anche la sospensione anteriore, costituita da due triangoli sovrapposti, è in questo materiale).

La sospensione posteriore invece è di tipo push rod con monoammortizzatore a doppia attuazione, schema che consente di ridurre drasticamente i movimenti del forcellone e mantenere l’assetto piatto. Non mancano nemmeno le modalità di guida (Sport, Eco e Custom) selezionabili attraverso un’app dedicata, che regolano diversi parametri tra cui mappa, velocità massima, consumo e recupero dell’energia.