La moto come strumento di salvezza, capace di arrivare dove altri mezzi non riescono. Come nei posti più remoti dell’Africa, lì dove le assistenze sanitarie di base vengono a mancare.

INSIEME A MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Un bellissimo racconto di speranza a tema due ruote: è questo “In moto con l’Africa”, il team di bikers uniti dalla passione per i viaggi e la volontà di rendersi utili insieme a Medici con l’Africa Cuamm, la più grande Ong italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazione africana, impegnata in 8 Paesi della regione sub-Sahariana con oltre 2200 operatori.

L’APPUNTAMENTO ALLA FIERA DI VERONA

La nascita di “In moto con l’Africa” sarà raccontata al pubblico sabato 18 gennaio alle 16 presso il padiglione 7 della Fiera di Verona, nella cornice dell’attesissimo Motor Bike Expo. I protagonisti sveleranno la loro testimonianza alla vigilia della partenza per la Sierra Leone, in cui andranno a documentare il sistema dei soccorsi.

LE DICHIARAZIONI

“Con il Marco Polo Team, realtà che da anni sostiene il Cuamm, abbiamo attraversato in moto tutta l’Africa nel corso di innumerevoli raid - racconta Michele Orlando, fondatore di “In moto con l’Africa” -. Ci siamo resi conto che in quella terra ci sono contesti in cui le due ruote possono fare la differenza, aiutando a salvare delle vite. Le moto sono un mezzo versatile, economico e maneggevole, in grado di aggirare ostacoli che a volte neppure i 4x4 riescono a superare. Abbiamo visto Medici con l’Africa Cuamm utilizzare le moto come delle ambulanze, per portare le donne a partorire in ospedale, per trasferire bambini malati o per far arrivare medici e vaccini nei villaggi più remoti. Da qui l’idea di fondare “In moto con l’Africa” con l’obiettivo di portare cure dove c’è più bisogno, attraverso il sostegno al Cuamm, naturalmente in sella alla moto”.