Il mondo, e quindi anche i gusti degli utenti, è caratterizzato da cicli. Per questo, la regola del “quello piace oggi non è quello che piaceva ieri”, è vera solo in parte. L’Italia degli anni ‘80 racconta il boom delle moto stradali dall’impostazione off road e l’interesse del grande pubblico verso prodotti in grado affrontare le insidie del fuoristrada. 

Poi, vuoi per il declino dei rally e per l’ascesa di piloti italiani di altissimo livello nel mondiale prototipi, le “endurone” sono state sostituite dalle supersportive, che hanno dominato il mercato per circa quindici anni. Oggi i semimanubri sembrano passati di moda, perché la voglia di avventura ha preso nuovamente il sopravvento e la classifica delle vendite del 2016 (fino a luglio 2016) lo dimostra.

Parlando di moto, la più venduta resta la BMW R 1200 GS, con 2811 immatricolazioni, alle quali vanno aggiunte le 1521 immatricolazioni della versione Adventure. In scia alla bicilindrica boxer tedesca c’è la Honda Africa Twin (che all’inizio del 2016 era stata a lungo la moto più venduta), con 2446 immatricolazioni. Ottimo anche il risultato della MT-09 Tracer (2030 immatricolazioni), la scelta più touring, all’interno della famiglia delle tricilindriche in linea di Iwata. La prima moto non turistica è la Ducati Scrambler; il suo successo conferma che oggi una moto di successo deve avere un “retrogusto da fuoristrada”.

Analizzando il mercato a 360 gradi, si nota come gli scooter restano i dominatori delle vendite. Honda ha piazzato i tre SH ai primi tre posti della classifica: 6052 immatricolazioni per l’SH300i, 5692 immatricolazioni per l’SH150i e 5077 immatricolazioni per l’SH125i. Nel segmento scooter di grossa cilindrata prosegue il regno dello Yamaha TMAX, che nonostante un prezzo non proprio popolare (da 10.790 euro franco concessionario) ha raggiunto le 3247 immatricolazioni, restando il veicolo di oltre 300 cm3 più venduto.