Carenza di magnesio: dopo la crisi dei semiconduttori un nuovo allarme

Carenza di magnesio: dopo la crisi dei semiconduttori un nuovo allarme

L’industria dei motori deve affrontare un altro problema: la Cina, principale fornitore del materiale, ha ridotto drasticamente le sue esportazioni

Redazione - @InMoto_it

Le difficoltà dall’inizio del 2020 non sono mancate. La pandemia da Covid-19 ha cambiato tutto ed è andata a scombinare i meccanismi e l’economia di ogni settore, non facendo certo eccezione per il mondo dei motori. Prima il crollo delle vendite, normale conseguenza dei vari lockdown sparsi in tutto il pianeta, poi la riscossa con le graduali riaperture e la voglia di tornare a vivere. Nella seconda parte del 2020 e poi per tutto il 2021, le case motociclistiche hanno cavalcato l’onda positiva delle vendite: buoni numeri che hanno ridato linfa ed entusiasmo al settore. Nel frattempo, però, sono arrivate altre difficoltà riguardanti i costi di produzioni, i trasporti, le catene di approvvigionamento, tutte conseguenze di quanto accaduto in questi mesi. Punta dell’iceberg, l’imminente carenza di magnesio.

Cosa succederà?

Una carenza questa che colpisce sia il settore delle due ruote, che utilizza il magnesio in alcuni componenti come le ruote o i carter (e solo per alcune realizzazioni molto esclusive, anche per il telaio) sia - e soprattutto - quello delle quattro ruote, dove il materiale è invece fondamentale per la costruzione del telaio delle vetture. Attualmente, è la Cina il principale fornitore di magnesio a livello internazionale. L’Europa, per esempio, ne dipende totalmente (95%). Ma l'offerta è ben al di sotto della domanda. Questo perché la fornitura del materiale dalla Cina si è ridotta drasticamente da settembre 2021 (complici anche gli sforzi del Governo per frenare il consumo energetico interno) e il prezzo del magnesio è aumentato di ben sette volte rispetto al suo tasso di inizio anno.

Una situazione del genere, sommata alla carenza dei semiconduttori che imperversa ormai da diversi mesi, potrebbe dare vita a una crisi di approvvigionamento mondiale. L’ACEM (European Association of Motorcycle Manufacturers) ha quindi chiesto ai produttori europei di trovare il prima possibile una soluzione, anche a breve termine, per far fronte al problema. Ma le previsioni non sono delle migliori: secondo le stime degli esperti, infatti, la piena ripresa della catena di fornitura dei semiconduttori non ci sarà fino alla metà del 2022, o addirittura nel 2023.

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