Green pass: cosa cambia per i viaggi (anche in moto) e nuove regole

Green pass: cosa cambia per i viaggi (anche in moto) e nuove regole

Dal 6 agosto sarà obbligatorio presentare la certificazione verde per alcune attività: ecco quali e come ottenerla. Ma gli spostamenti per adesso sono salvi

Redazione - @InMoto_it

Nonostante la campagna vaccinale proceda, i contagi stanno risalendo soprattutto a causa delle varianti del Covid. Vista questa situazione, il Governo oltre a prorogare lo stato di emergenza fino alla fine del 2021 ha deciso di modificare anche le norme che regolano il green pass. Quali sono le novità? E cosa cambia per i motociclisti e le loro vacanza progettate in sella alle due ruote? Vediamo i dettagli.

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Come si ottiene il green pass

Per ottenere il green pass, che sarà obbligatorio dal 6 agosto, basta la prima dose di vaccino o un certificato di guarigione da Covid nei precedenti sei mesi, oppure aver effettuato un test molecolare o antigenico o salivare nelle 48 ore precedenti, con esito negativo. Come ottenere il green pass? Basta scaricarlo attraverso il codice authcode ricevuto tramite sms, poi da inserire sul sito dgc.gov.it o sulla app Immuni. Per chi ha l’app IO, invece, il green pass compare direttamente.

A cosa serve il green pass

Per quali attività sarà obbligatorio mostrare il green pass? Al momento non servirà per viaggiare. Quindi, via libera ai giri in moto che, ricordiamolo, rappresentano un mezzo di trasporto sicuro per evitare assembramenti e mantenere il distanziamento. Ma nemmeno per salire su treni, navi e aerei servirà la certificazione verde. Sui mezzi restano in vigore le regole che ci sono state fino a oggi: distanziamento per chi non è convivente per i posti a sedere e in piedi, con l’obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata del viaggio.

Anche per le palestre e per le attività motorie al chiuso è obbligatorio presentare il green pass. L’elenco delle attività comprende: piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive. Stesso discorso per le attività nel tempo libero: spettacoli aperti al pubblico, musei, istituti e luoghi della cultura, mostre, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi limitatamente alle attività al chiuso, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Tutti con determinati protocolli di capienza. Se non si possono rispettare questi protocolli, le attività verranno sospese.

E per i ristoranti? In zona bianca, per mangiare al chiuso, si dovrà presentare il green pass, che non è invece necessario per chi vuole sedersi o consumare all’aperto. Rimangono invece chiuse le discoteche.

Cambiano i parametri

Il nuovo decreto cambia i parametri per il passaggio tra le varie fasce di rischio. Per rimanere in zona bianca “l’incidenza settimanale dei contagi deve essere inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive. Se l’incidenza è superiore a 50 casi, il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 non deve superare il 15% e quello in terapia intensiva il 10%”. Il decreto poi stabilisce che in zona bianca il green pass è valido dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino e ha una validità di 9 mesi. Nelle zone gialla, arancione e rossa il green pass ottenuto dopo la prima dose è valido per accedere a tutti “i servizi e le attività consentiti e alle condizioni previste per le singole zone”.

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