Continua la querelle che lega moto e Regno Unito, con la Brexit sullo sfondo. Il Consiglio Nazionale Motociclisti britannico ha infatti ha avviato i colloqui con il Governo dopo che non sono emerse soluzioni agli obblighi doganali per l'invio di moto immatricolate su strada nell'UE tramite terzi.

Motori benzina: UK anticipa lo stop di 5 anni, escluse le moto

DAL REGNO UNITO ALL'EUROPA: I PROBLEMI

La questione è presto spiegata: prima della Brexit, non c'era nessun problema nel trasportare le moto dentro e fuori il continente tramite una terza parte (ad esempio in aereo), ma da quando il paese ha lasciato l'UE non è più così semplice. L'accordo commerciale e di cooperazione tra UE e Regno Unito non coinvolge la questione dei movimenti di veicoli immatricolati su strada non accompagnati dal proprietario, quindi le moto sarebbero soggette a tasse e dazi dovuti proprio allo sbarco nel continente. E a rimetterci sono proprio quelle aziende specializzate nel trasporto di modelli stradali. Il problema coinvolge anche il trasporto non commerciale di moto (ad esempio, persone che trasportano moto dentro un furgone), poiché sembra che anche le suddette moto debbano essere trattate come merci in queste circostanze.

SERVE ANCHE UN CARNET: ECCO COS'È

Ora che la Gran Bretagna ha lasciato l'UE, inoltre, i possessori di motociclette che portano i loro mezzi in Europa dovranno richiedere un carnet - un documento legale che elenca il valore delle merci che vengono portate in un altro Paese - per dimostrare che non intendono vendere la moto in Europa.

La moto in Europa: quali i limiti nella UE?