Il Corononavirus ha rallentato e fatto slittare molte pratiche. Tra queste anche il passaggio tra Euro4 ed Euro5. Ma andiamo con ordine. L’Euro5 è già entrato in vigore a inizio anno, ma - secondo le direttive europee vigenti - per tutto il 2020 le case produttrici possono continuare a vendere veicoli con omologazione Euro4. Il lockdown ha fatto saltare tutti i piani: durante i mesi di chiusura, i concessionari non hanno potuto vendere e, di conseguenza, si sono creati stock (si parla di oltre 200mila unità in Europa) di veicoli Euro4 che vanno smaltiti al più presto.

Non solo. Per i vari enti certificatori si è verificato un importante rallentamento per ottenere le nuove omologazioni, le cui tempistiche sono normalmente già lunghe. L’ultimo pezzo del puzzle riguarda il documento che verrà presentato nei prossimi giorni dalla Commissione europea sulla regolamentazione dell’entrata in vigore dell’Euro5. Cosa ci dobbiamo aspettare?

I rumors

Considerati gli imprevisti, i rallentamenti e giacenze dei mezzi, l’ACEM (associazione europea costruttori) ha avanzato una richiesta che potrebbe rivelarsi fondamentale: prorogare di un anno l’obbligo dell’Euro5 e permettere di produrre anche per il 2021 veicoli Euro4, così da riuscire a vendere gli stock di magazzino.

A dare una mano ci pensa il mercato. I dati delle immatricolazioni di moto e scooter continuano il trend positivo post-lockdown e a luglio si conferma la crescita per il secondo mese consecutivo: +25,7% rispetto allo stesso mese del 2019.

Non ci sono certezze riguardo le decisioni della Commissione europea, ma alcuni rumors parlano di una proroga della commercializzazione per tutto il 2021 dei veicoli Euro4 (e non, come chiedeva l’ACEM, anche alla loro produzione). Probabilmente, saranno i singoli Stati a decidere come concedere la deroga. Non ci resta che attendere per saperne di più.

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