Da molte settimane, ormai, il bonus mobilità è al centro del dibattito. Grazie agli incentivi per l'acquisto di bici, ebike e monopattini elettrici inseriti all’interno del Decreto Rilancio, sono tantissimi gli italiani che hanno preso d’assalto i negozi per comprare un nuovo mezzo a due ruote. Assodato che il bonus è fino a un massimo di 500 euro, la situazione ha vissuto un momento di stallo a causa della diatriba tra Ministero dei Trasporti e Ministero dell’Ambiente sui documenti da presentare per ottenere il rimborso da parte di chi ha già fatto l’acquisto.

Bonus mobilità, spuntano le prime truffe sul web

Scontrino “parlante”

Il nodo della questione riguarda lo scontrino che, secondo il Ministero dei Trasporti dovrebbe essere un semplice scontrino. Il Ministero dell’Ambiente, invece, si batte per lo scontrino “parlante”, cioè con l’indicazione della tipologia del prodotto acquistato e il codice fiscale dell’acquirente, per timore di eventuali furbetti pronti a ottenere il bonus senza aver effettivamente acquistato una bici o un monopattino. A vincere è stata la linea proposta dal Ministero dell’Ambiente: per ottenere il rimborso va presentato uno scontrino “parlante”, nel quale viene specificata la natura dell’acquisto, oltre al codice fiscale di chi ha comprato. Anche la fattura è considerata valida.

Le tempistiche

Quello che ancora non è affatto chiaro sono le tempistiche di attivazione del portale su cui richiedere il rimborso. Sembra che entro un mese tutto sarà attivo, ma si teme il rischio di clickday. Per evitarlo, l'ipotesi è dare la precedenza a coloro che hanno già fatto l’acquisto. Gli altri che si registreranno, invece, otterranno un voucher e verranno messi in attesa. Ma qual è la cifra messa a disposizione per il bonus mobilità? 210 milioni di euro che, però, secondo le stime Ancma potrebbero non bastare.

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