Ai primi di maggio, un parte dell'Italia che lavora è ripartita. Ai primi di giugno abbiamo iniziato a uscire da casa respirando aria di libertà. E già queste sono due buone notizie dopo mesi devastanti sotto molti punti di vista. La pandemia sembra abbia allentato la sua presa mortale. Rimane il fatto che due mesi di fermo totale si faranno sentire sul PIL e nei bilanci delle aziende a fine anno. L'autunno che ci aspetta metterà a dura prova il “sistema Italia”.

MERCATO MAGGIO: POTEVA ANDARE PEGGIO

Ma qualcosa sembra muoversi. I dati relativi alle vendite di maggio (la data di riapertura delle concessionarie risale a lunedì 4) fanno ben sperare visto che il mercato moto e quello scooter pagano solamente l'11,35% e il 9,57% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Chi doveva comprare, insomma, lo ha fatto comunque appena ne ha avuto la possibilità. È presto per dire se questo sarà il trend nei mesi a venire. Certo è che poteva andare decisamente peggio. Anche perché, va ricordato che quello delle due ruote è un mercato dalla forte stagionalità e se consideriamo i primi 5 mesi del 2020 siamo a un pesante -38% complessivo.

Ciò non toglie che, in qualche modo, possiamo guardare avanti. Questo però non significa automaticamente che “andrà tutto bene”, riprendendo lo slogan appeso fuori dai balconi da molti cittadini durante il lock-down. Andrà tutto bene se tutti fanno la propria parte. Le Aziende produttrici di moto e le filiali italiane stanno mettendo in atto politiche commerciali a sostegno delle vendite, questo è un dato di fatto. Ora ci attendiamo che anche a livello governativo arrivi qualche segnale concreto. La situazione italiana è grave e complessa, ce ne rendiamo conto: in generale, tutto il mondo dell'automotive sta attendendo un cenno che tarda ad arrivare (sempre che arrivi...). Anche il settore delle quattro ruote, la cui filiera è molto più corposa di quella delle moto, è alla finestra.

ATTENDIAMO UNA RISPOSTA

Da Roma nessun segnale sul tema “incentivi all'acquisto”, nessuno parla della delicata questione del passaggio dell'Euro4 all'Euro5 che interessa in modo diretto l'invenduto giacente nelle concessionarie. Tutto apparentemente tace. Ci sono benefici per chi acquista veicoli a propulsione “green”, certo, ma è davvero poca cosa (peraltro limitata a certi ambiti). L'impressione è che all'interno della compagine governativa esistano delle prese di posizione nette, dogmatiche, relativamente ai mezzi con propulsione termica tradizionale. A due e a quattro ruote. Una visione radicale, assolutamente non adeguata ai problemi che l'Italia sta vivendo. Non è girando la testa dall'altra parte che i problemi si risolvono. Soprattutto, non è con una visione rigida del futuro, che si concretizza in una politica dogmatica e chiusa, che si può traghettare una nazione verso un mondo più “verde”. Ci sono oltre 40.000 persone che lavorano nella filiera dei veicoli a due ruote (perlopiù a motore) che attendono una risposta. La attendiamo anche noi. Attendiamo un progetto, un piano che abbracci tutti i settori, compreso il nostro. E che ci faccia sperare.

IN MOTO DI LUGLIO

Davanti a questo scenario, passa quasi in secondo piano la nostra passione, le motociclette, che finalmente abbiamo ricominciato tutti a riutilizzare per svago. In questo numero di In Moto torniamo sull'argomento crossover completando idealmente la comparativa iniziata il mese scorso. Questa volta abbiamo messo a confronto le proposte più stradali del segmento, scoprendo che si può fare turismo in modo molto “veloce” e gustoso. Già, turismo, un concetto che avevamo quasi dimenticato negli ultimi tempi. Bentornato!

Finito il lockdown: usciamo In Moto insieme!