A tu per tu con Francesco Milicia. Con il Responsabile Vendite di Ducati, abbiamo fatto il punto sulla situazione all'indomani dell'avvio della Fase 2 e la riapertura delle concessionarie.

Aziende come Ducati stanno adeguandosi ai nuovi scenari e a ciò che i prossimi mesi potrebbero riservare al mercato delle due ruote con una strategia, in termini di marketing e vendita, tagliata su misura per il periodo in cui viviamo e vivremo, almeno per qualche tempo. La moto oggi potrebbe avere la sua "occasione di riscatto": in periodo di distanziamento sociale le due ruote rappresentano una bella opportuniità per gli spostamenti, ed in modo sicuro.
Qui un estratto della nostra intervista a Francesco Milicia. Per ascoltarla per intero clicca "Play" al video in apertura.

Il blocco delle concessionarie ha comportato dell'invenduto. Qual è la prospettiva a breve e medio termine per quanto riguarda i prodotti Ducati 2020?

L'impatto della pandemia è stato sicuramente molto pesante anche per Ducati che ha in Italia il suo principale mercato mondiale e la fabbrica con le attività tecniche e produttive. D'altro canto abbiamo alcuni paesi che stanno andando molto bene: in Cina siamo già con numero di moto vendute superiore allo scorso anno, altri mercati hanno registrato finora un calo intorno al 30%, molto inferiore a quello che stiamo sperimentando in Italia con un valore totale inferiore al 50%. Abbiamo però una situazione molto positiva sul fronte ordini: l'apprezzamento enorme sui nuovi modelli, come la nuova Streetfighter che ha la coda di attesa più lunga. Ma anche Scrambler 1100 Pro e Panigale V2.
Guardando alle concessionarie, anche grazie a tutta una serie di digitalizzazione del processo di vendita che avevamo avviato già dallo scorso anno, i dealer hanno continuato a lavorare con i clienti anche durante il blocco. Oggi si può acquistare una moto Ducati comodamente da casa configurando la propria moto, richiedendo la consulenza sia tecnica che anche finanziaria in videoconferenza. Addirittura, i concessionari possono portare anche la moto a casa.

Noi abbiamo abbiamo avuto il blocco nei mesi clou dell'anno. Nella seconda parte del 2020 si riuscirà a recuperare il buco che si è creato oppure lavorate a tamponare la falla in prospettiva 2021?

Ovviamente aver perso questi mesi inevitabilmente inciderà in maniera significativa sui conti. L'impatto ci sarà ma avere comunque un portafogli ordini così attivo rende fiduciosi di riuscire a recuperare il ritardo che abbiamo accumulato. 

Vi associate anche voi alla campagna che ha lanciato ANCMA #usaledueruote per sensibilizzare il governo sulla possibilità di avere degli incentivi sulle Euro4 in vista dell'entrata in vigore dell'Euro5?

ANCMA sta facendo molto bene il proprio lavoro e credo che sia indubitabile il fatto che la moto possa rappresentare per il futuro una delle risposte per potersi muovere in ambito urbano, in sicurezza, con gusto e piacere nella guida. Quindi non mi limiterei solo all'ambito urbano, abbiamo diverse indicazioni che quest'estate in molti sceglieranno le moto anche come strumento di viaggio.
La possibilità di muoversi in libertà, godendo anche del tragitto, rimanendo sicuri dentro il casco e i guanti con l'adeguato distanziamento sociale, che magari altri altri mezzi collettivi non possono offrire.

La domanda che ovviamente non può mancare è relativa ai saloni autunnali. KTM e BMW hanno già annunciato che non parteciperanno EICMA. Qual è la posizione Ducati in questo senso?

Ducati da sempre ha affiancato alle esperienze fisiche quelle digitali. Siamo stati la prima azienda oramai quasi 20 anni fa a vendere una moto interamente on-line, l'MH 900 che è andata a ruba in poche ore. Anche adesso facciamo delle presentazioni on-line, penso solo alla premier che anticipa EICMA. Io credo che tutte le aziende in questo momento stiano facendo riflessioni su come il Covid-19 ha imposto di modificare il proprio modo di operare. Noi lanceremo in Brasile lo Scrambler face-lift interamente on-line per esempio. Stiamo facendo delle riflessioni al nostro interno e su EICMA prenderemo sicuramente una decisione nelle prossime settimane.

Domanda a carattere filosofico: il Covid-19 lascerà dei segni oppure ritorneremo alla passione che avevamo prima?

Il covid 19 lascerà dei segni sicuramente. Basti ricordare che operiamo in un mercato che non ha ancora recuperato la botta presa nel 2009 con la crisi finanziaria. Fino ad allora le moto vendute sopra i 500 cc erano intorno al milione e quattrocentomila pezzi. Numeri che non abbiamo più recuperato. Oggi siamo nella stessa situazione, credo che chi non avrà l'agilità e la capacità di adeguarsi al diverso contesto, penso al ritorno sugli investimenti fatti sui nuovi prodotti in un mercato che si contrae, farà sicuramente fatica a sopravvivere e questo vale sia per i produttori sia per i concessionari. Chi fa bene continuerà a fare bene, per altri sarà più difficile. Tutto ciò in un contesto in cui la moto si appresta ad essere il miglior mezzo con cui muoversi in sicurezza.

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