Honda è uno degli attori principali nel settore delle due ruote, con linee produttive attive anche nel nostro Paese. Ed è realizzato proprio della Casa giapponese uno dei best seller del mercato nel segmento “urban mobility”, lo scooter SH. Uno degli aspetti più complicati da gestire nella fase post coronavirus saranno proprio gli spostamenti nelle metropoli. Abbiamo interpellato William Armuzzi, General Manager Motorcycle Division di Honda Italia, per capire come si sta muovendo il colosso giapponese.

Come sta reagendo Honda a questa crisi?

"Honda è pronta sia a livello produttivo, prima dello shut down avevamo già implementato le contromisure richieste, sia a livello di uffici commerciali con lo smart working".

Cosa dovrebbe fare il Governo per affrontare la paralisi del mercato?

"Il settore ha necessità di due interventi fondamentali. Gli operatori hanno bisogno di essere tutelati attraverso un accesso veloce ed economico al credito e azioni di detassazione che consentano di recuperare velocemente la redditività. Per i clienti è necessaria una forte azione incentivante attraverso la temporanea sospensione o riduzione di imposte che di fatto renderebbero più conveniente l’acquisto, senza così andare a penalizzare ulteriormente il cash flow delle aziende. Pensate all’impatto positivo sui consumi che potrebbe avere per esempio una diminuzione temporanea dell'imposta sul valore aggiunto o la cancellazione del bollo per 3 anni".

Avete rivisto le tempistiche di lancio dei nuovi modelli? Quali strategie state adottando per gestire l'invenduto?

"Come gli altri costruttori ci siamo uniti nella richiesta di deroga nell’introduzione dell’Euro 5. Ciò servirà per consentire di smaltire i modelli Euro 4 senza creare ulteriori shock al mercato. Questo non vuol dire però che i modelli 2021 non arriveranno. Honda ha già di fatto da tempo concluso tutti gli step di sviluppo dei prototipi che quindi potranno subire solo qualche leggero ritardo rispetto a quanto pianificato, limitatamente alla preparazione di alcuni asset di marketing".

Quali previsioni avete fatto sul mercato delle due ruote?

"Immancabilmente avremo un impatto dovuto alla crisi economica che lo shut down ha generato. Comunque abbiamo alcuni elementi che ci consentono di guardare positivamente al futuro. Innanzitutto l'ovvio crollo dell’utilizzo dei trasporti pubblici, con richiesta di mobilità personale che subirà un’impennata. Una situazione che si è già riscontrata in Cina. In secondo luogo, la riduzione della prospettiva temporale stimola le persone ad accelerare acquisti che in altra situazione sarebbero stati rimandati; paradossalmente… se il futuro è incerto, meglio levarsi lo “sfizio” finché si può".

C'è dell'altro?

"Quest’estate, vuoi per il recupero di produttività che sarà richiesto a noi tutti, vuoi per le conseguenze dei provvedimenti di riduzione della mobilità, le ferie avranno una contrazione sia temporale che di ampiezza geografica. La moto quindi si presenterà come lo strumento più adatto, ed io aggiungo anche divertente, per consentire di divertirsi con il senso di libertà che solo le due ruote sanno regalare".

E poi c'è la questione dei saloni autunnali, Eicma in primis...

"Al momento, in assenza di comunicazioni da parte degli organizzatori, noi siamo pronti a partecipare perché li riteniamo importanti per la ripartenza del settore del 2021".

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