Di sicuro avrà inciso l’emergenza Coronavirus e il difficile momento da fronteggiare, ma se in tanti attendevano un segnale per capire quale sarebbe stato l’effettivo nuovo corso della “reggenza” Zeitz (neonominato Amministratore Delegato di Harley-Davidson), beh eccolo arrivato: le due punte di diamante dell’operazione “More Roads”, la crossover avventurosa Pan America e la roadster Bronx,  avanguardia di una serie di modelli motorizzati con il nuovo V2 raffreddato a liquido, che avrebbero dovuto inaugurare un nuovo corso per il marchio, non risultano più in dirittura di arrivo. Inizialmente previste per la fine 2020, infatti, ora le due moto sono state spostate tra le (ipotetiche) novità 2021, e senza particolari indicazioni sulle tempistiche. Sempre per il 2021 risulta in programma una nuova custom ad alte prestazioni con una potenza intorno ai 140 CV.

STRATEGIA E IDENTITÀ 

Rimandare non significa certo cancellare, ma sta di fatto che l’indirizzo prevalente, a questo punto, sembrerebbe quello sintetizzato nel piano “The Rewire”, che con le sue cinque linee guida punta a ritrovare solidità e consensi in quell’anima schiettamente custom&cruiser, che da sempre rappresenta l’identità culturale più profonda e stratificata del brand. Proprio ciò che negli anni ha reso Harley uno dei marchi motociclistici più influenti e riconosciuti al mondo. Ecco sinteticamente cosa prevede:

1) Rilanciare e solidificare i punti di forza del marchio e bilanciare meglio l’espansione in altri segmenti (quindi, tornare a dare priorità alla produzione custom, cercando di riconquistare il proprio pubblico);

2) dare priorità ai mercati più importanti (qui, probabilmente, si tenterà, da un lato, di ritrovare quote in patria, dall’altro, di accaparrarsi una fetta della ricca torta degli emergenti);

3) rivalutare i tipi di prodotto da lanciare, per assicurarsi il massimo impatto sul proprio pubblico (e qui il riferimento è allo zoccolo duro del brand);

4) potenziare piattaforme P&A e GM prestando maggiore attenzione all’e-commerce;

5) ottimizzare la struttura organizzativa, modelli operativi (probabilmente snellendoli) e costi, per ridurre la complessità di gestione ed evitare sprechi.

IL TERMOMETRO DELLE OPINIONI

Come staranno reagendo a tutto questo harleysti, ex harleysti, e aspiranti harleysti? Beh, per farsi un’idea del termometro delle opinioni, relativamente ad un possibile, deciso, “ritorno alla tradizione”, basta leggere i tantissimi commenti che abbiamo ricevuto sulla nostra pagina Facebook, quando abbiamo condiviso il post sul piano “The Rewire”. La possibilità che si punti a rinvigorire la tradizione custom del brand, a scapito di crossover avventurose e roadster pepate, piace e non c’erano dubbi.
Forse hanno capito che Harley è stata e deve essere FERRO-CROMATURE-SOUND- PERSONALIZZAZIONE!” scrive Marco Mazzotta. “Sportster, Dyna, Heritage, Electra. Stop (con qualche digressione annuale modello per modello). Estetica più o meno uguale, componentistica migliorata. Basta”, gli fa eco LucaMaria Catalàn Di Martino. Ma la chiosa di questo pezzo la vince Marco Temporali: “Sono prigionieri di un mito”.
Ad avercene, di miti così, caro Marco...