Per i motociclisti italiani, l'avvio della Fase 2 non ha rappresentato alcun tipo di novità sostanziale. La circolazione dei mezzi a due ruote è vincolata a soli quattro motivi: comprovate esigenze di lavoro, di salute, o necessità, come l'acquisto di cibo o medicinali, o il recarsi a far visita ai propri congiunti. Il tutto, sempre con il modulo dell'autocertificazione a portata di mano, per giustificare ogni singolo movimento.

Fase 2, cosa (non) cambia per i motociclisti

La situazione non è uguale in tutte le altre parti del mondo. In Europa, ve ne avevamo parlato, c'è una piccola quanto significativa eccezione, quella del Lussemburgo. Nel Paese centroeuropeo, le pressanti richieste dei motociclisti, unite a un tam tam via social ben organizzato, hanno fatto sì che l'andare in moto venisse considerato uno "svago individuale". I centauri del Lussemburgo, quindi, non sono tenuti a rimanere in quarantena, e possono tranquillamente uscire a farsi un giro, anche se sono obbligati a viaggiare da soli e a indossare i dispositivi di protezione individuale, come casco e guanti.

NEW SOUTH WALES: LA MOTO è "ESSENZIALE"

Un'iniziativa, quella lussemburghese, che ha fatto il giro del web e ha spinto altre comunità, come quella spagnola, ad aprire petizioni per raggiungere lo stesso obiettivo. Una novità, in tal senso, ci giunge però lontano dall'Europa. Perché in Australia, più precisamente nel New South Wales (per intenderci, lo Stato contenente Sidney, città più popolosa del continente australiano), andare in moto è stato dichiarato "essenziale" e rientra nella voce "attività/esercizio fisico". I centauri del New South Wales, quindi, non sono soggetti alle restrizioni causa COVID-19.

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A dare il via libera sono state le forze dell'ordine locali: se una persona si limita semplicemente a fare un giro in moto, quello spostamento è considerato esercizio fisico, quindi un'attività consentita. E il Premier australiano Gladys Berejjiklian ha quindi approvato la normativa. In Italia, riusciremo mai a raggiungere tali risultati?