Covid: crisi dei container e moto bloccate nei porti

Covid: crisi dei container e moto bloccate nei porti

Sono molte le case che stentano a far arrivare alcuni modelli di moto nelle concessionarie. Sono prevalentemente quelle asiatiche, che spediscono via mare e che sono incappate nel “container shortage”. Ma ci sono problemi anche con i semiconduttori...

5 giorni fa in Cina è stato chiuso per Covid un terminal container nel porto di Ningbo-Zhoushan. La notizia non ha trovato molta eco, se non sulla stampa economica. E probabilmente vi state chiedendo perché ve ne parliamo qui su InMoto.it. Il motivo è che Ningbo è il più grande porto mondiale per volume delle merci in transito. E l’industria della moto sta pagando anche lei la crisi dei container, con alcuni modelli di diverse case che stentano ad arrivare nelle concessionarie.

Il problema è che con la Pandemia Covid si è creato un forte squilibrio nel commercio transoceanico. Sono infatti aumentate tantissimo le esportazioni dalla Cina verso il mondo occidentale, mentre sono calate le importazioni. Questo ha fatto rimanere in deposito nei porti europei e statunitensi una gran quantità di container vuoti, al punto che oggi le aziende cinesi pagano il viaggio di rientro dei cassoni vuoti.

Ne è scaturita una crisi mondiale che non accenna minimamente a risolversi. E che, anzi, oggi è ulteriormente aggravata dal fatto che in Cina stanno iniziando a mettere in quarantena dei porti.

Il risultato sono tempi d’attesa più lunghi per avere le moto nelle concessionarie e costi in crescita.

Ve ne parliamo nell’inchiesta “La tempesta perfetta”, dedicata alle due crisi sovrapposte di container e semiconduttori. La trovate sul numero di In Moto di settembre, che trovate già in edicola.

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